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Siviglia olè! Continua la maledizione del Benfica

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La splendida serata della finale di Europa League di Torino fa venire una certa dose di rammarico perché le due squadre che si affrontano stasera giocano discretamente ma dal punto di vista tecnico sembrano, e la partita lo confermerà in maniera puntuale, ampiamente alla portata di tutte le nostre squadre, a partire dalla Lazio fino alla Juventus, Napoli e Fiorentina incluse. Quello che poteva essere il trionfo quasi casalingo del calcio italiano, ci vede invece spettatori ai margini dell’evento ma con molta amarezza. Amarezza che aumenta se andiamo a vedere quanto sta succedendo nella coppa dalle grandi orecchie, con un Atletico Madrid che andrà a sfidare il Real nella grande finale. Abbiamo grande stima dei conconeros di Diego Pablo Simeone ma tutto si può dire della sua squadra tranne che sia una corazzata di fenomeni irraggiungibili,. E questo ci fa molto male se pensiamo a quante opportunità le nostre compagini hanno purtroppo sprecato, snobbando, dalla prima all’ultima, quelle coppe ben più illustri, ben più gloriose dei nostri effimeri titoli casalinghi.E tutto questo ci fa ancora più male pensando che il nostro calcio sta sempre di più precipitando nelle retrovie in quella che sembra una progressiva discesa agli inferi sempre più irrefrenabile.
La partita di stasera, con due squadre di onestissimi pedalatori ha espresso niente più che una filosofia del calcio abbastanza guardinga con pochi acuti nell’area avversaria mal sfruttati dall’una e dall’altra parte. Il Benfica inizia più manovriero mentre il Siviglia si affida essenzialmente a veloci ripartenze che sembrano mettere un po’ di paura alla retrovia lusitana. Il primo tempo comunque se ne va via senza grandi squilli se non quello finale di Maxi Pereira che si fa stoppare da solo davanti all’estremo difensore iberico che poi tanto iberico non è essendo pure lui portoghese. Estremo difensore che si ripete trenta secondi dopo su botta di Rodrigo.
Il secondo tempo ricomincia con un piglio leggermente diverso, con il Benfica che cerca di fare sua la posta  ben sapendo di essere un pochino sfortunato negli scorci finali delle partite. Consci di questo fatto i lusitani fanno di tutto ed in questo sono encomiabili, per far gioire i circa quindicimila tifosi venuti al seguito fino a Torino. E per poco non ci riescono al 48° quando Lima tira quasi a botta sicura ma il pallone, che ha già superato Beto, viene arpionato all’ultimo metro da un difensore spagnolo. Al 53° è la volta del Siviglia con Rakitic il cui tiro viene deviato dall’onnipresente Luisao. Al 55° Reyes per il Siviglia si ripete scagliando un tiro non irresistibile che viene parato senza grandi problemi dall’attento Oblak. Al 56° il Benfica recrimina per un rigore abbastanza solare non dato su Lima che viene toccato sul piede di appoggio in piena area di rigore.
La squadra più scudettata del Portogallo continua a macinare chilometri nella speranza di divellere le resistenze di un Siviglia sempre più stanco e rinunciatario, ma il fortilizio spagnolo tiene. Al 57° è la volta di Gaitan, entrato al posto di Cavaleiro, a impegnare il connazionale Beto che nega ancora la gioia del sospirato vantaggio. Al minuto 84 è la volta di Lima a scagliare un violentissimo e angolato tiro, il più bello della serata, verso la porta spagnola, ma anche questa volta Beto, non guardando in faccia né la bandiera né la nazione, guarda invece molto bene il pallone e con grande riflesso devia oltre la traversa. Un minuto dopo è Garay che di testa da due metri manda incredibilmente alto sulla traversa. Garay che si ripete al 91° tirando di sinistro un pallone che va beffardamente alto…troppo alto per le residue speranze di mezza Lisbona.
Iniziano i tempi supplementari, con le due squadre sempre più stanche e con vari giocatori che finiscono a terra presi da crampi o da semplice stanchezza. Si arriva così ineluttabilmente alla lotteria dei rigori. E qui, per l’ennesima volta si concretizza il dramma sportivo di una società che vede sfumare ad un metro dal traguardo l’ottava finale della sua lunga e leggendaria storia. Cardoso, entrato al posto di Siqueira, e Rodrigo si fanno parare i rigori dal connazionale Beto, vero eroe della serata, e, visto che i sivigliani vanno tutti a segno, condannano la loro squadra ad una tristissima medaglia d’argento accompagnata dagli abbracci di consolazione di messieur Platini. Senza nulla togliere a quelli del Siviglia, bravi ad agguantare la coppa dopo averla iniziata dalla porta di servizio delle prequalificazioni, se c’è una società che avrebbe meritato di alzare una coppa al cielo questa era e continua ad essere il Benfica se non altro per il numero di volte che ci ha valorosamente e caparbiamente provato nonostante il muro che gli è sempre stato alzato davanti. Chiude in trionfo il Siviglia aspettando l’esito dell’altra finale spagnola per sapere quale delle due sorelle dovrà affrontare nell’ennesimo scontro fratricida in Super Coppa. Doppio olè e…chapeao… come direbbe sempre messieur Platini.

 

Siviglia-Benfica: 4-2 dopo i calci di rigore;

 

Siviglia: 4-2-3-1 Beto, Coke, Pareja, Fazio, Moreno, Mbia, Carrico, Reyes (Marin), Rakitic, Vitolo (Figuiras), Bacca, All. Emery;

 

Benfica: 4-3-3 Oblak, Maxi Pereira, Luisao, Garay, Siqueira (Cardoso), Amorim, Andrè Gomes, Gaitan (Cavaleiro), Sulejimani (Almeyda), Lima, Rodrigo, all. Jesus

Arbitro: Feliz Brych (G) 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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