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Gli insulti territoriali e il feticcio Balotelli

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Altro che Napoli o Roma, altro che Higuain o Tevez, il vero protagonista della serie A  di quest’anno è Gianpaolo Tosel. 

Trattasi dell’attuale giudice sportivo della massima serie che in neanche un mese di campionato è riuscito ad attirare su di sé un’attenzione mediatica mai vista per personaggi ricoprenti il suo stesso ruolo.

In meno di un mese sono cadute sotto la sua mano moralizzatrice le curve di Lazio, Inter e adesso Milan, squadra che dovrà affrontare non solo un turno di campionato senza tifosi, ma anche tre giornate senza il suo bomber Balotelli, la “masturbazione” fatta a persona di qualsiasi fonte mediatica. Tra giudice e giornalisti sportivi non sappiamo chi abbia assunto il ruolo più grottesco: Il primo ha infatti introdotto d’emblée il reato di discriminazione territoriale, di cui si sarebbero macchiati i tifosi rossoneri nei confronti di quelli napoletani; i secondi invece, oltre che bypassare alcun tipo di critica nei confronti di tale fantascientifica trovata, sono continuamente colpiti dalla “fellatio balotelliana“, ovvero una relazione orgasmica/ossessiva nei confronti del giocatore del Milan.

Come direbbe un ragioniere di antiche memorie la discriminazione territoriale è “una cagata pazzesca” perché anche il più classico dei cori usati contro la tifoseria partenopea “o Vesuvio lavali col fuoco” è una, seppur estremissima, battuta, in quanto richiama una situazione quasi irrealizzabile, ovvero il risveglio di un vulcano, e non è dunque riclassificabile sotto l’incitazione all’atto violento, in  quanto questo non può sussistere. La volontà del giudice pare quella di creare un mondo del tifo interpretato da teletubbies, completamente inebetiti da questo buonista lavaggio del cervello.

Sarebbe invece d’analizzare il cervello dei giornalisti sportivi, colpiti da un’accecante nevrosi che porta il nome di Balotelli: egli infatti incarna alla perfezione i disvalori del mondo moderno, arrivando così ad essere il feticcio della società occidentale. La voglia ossessiva di arricchirsi e mostrare il proprio potere materiale al mondo, la voglia di prevaricare con ogni mezzo possibile, lecito e non, l’essere straviziato e, lasciatecelo dire, essere sostanzialmente senza alcuna identità.

Con questo non vogliamo colpevolizzare il giocatore che anzi, molto probabilmente ha sempre recitato questa parte, consapevole che così avrebbe ottenuto l’attenzione di tutti; sono quei “tutti” che invece hanno imbroccato la strada errata, gente che dormirebbe sullo zerbino di casa pur di lasciare il posto nel letto ai propri contanti.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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