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Un discorso non scontato

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Della notte degli Oscar si è strapalato su ogni media di questa marea informatica dalla quale siamo assorbiti. Eppure il discorso di quel Migliore attore protagonista, Matthew McConaughy, che ha lasciato perplessi i commentatori di oltreoceano, ha invece convinto e ispirato. A differenza dei molti che si preparano discorsi a memoria sembra proprio che McCauneghy sia andato a braccio. Forse anche per questo è stato definito come banale il suo ringraziamento a fronte della vittoria. Una vittoria che pare meritata e che proviene da un film impegnato e importante, che tratta un tema delicato come l’Aids. Il vincitore ha parlato, seppur non con queste parole, di determinismo e ha ringraziato, oltre ai suoi collaboratori, Dio.

Tre cose sono necessarie all’attore per andare avanti nella vita di tutti i giorni: qualcosa verso cui alzare lo sguardo, qualche cosa che lo faccia guardare al futuro e qualcosa da inseguire. Ha detto, parlando di ciò verso cui alzare lo sguardo, che sa che è Dio ad avergli conferito le sue opportunità, la sua fortuna, quello che cristianamente si definirebbe grazia. Seguono commoventi ringraziamenti a suo padre, che sta secondo lui gongolando da lassù ed ai parenti in vita. Un bel discorso, guardato col naso storto da chi crede nel self made man, tipica idea idolatrata dai cultori del sogno americano. Ogni persona, Hollywood dream a parte, dovrebbe aprioristicamente sapere che nulla, oltre la soglia del cibo e del tetto sulla testa, sia davvero dovuta, ma che la vita è un dare-avere circondato da molta fortuna, o grazia, per chi ci crede. Discorso banale? Proprio per niente.
Segue il video.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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