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Pur di dar contro a Di Maio, Sallusti esalta Macron

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In un breve editoriale uscito su Il Giornale, lo stesso direttore della testata, Alessandro Sallusti critica le presunte proposte (ancora tali) del vice premier Luigi Di Maio in vista dell’imminente manovra finanziaria. 

Tutto parte da una dichiarazione dello stesso Di Maio che, tirando in ballo la strategia economica dell’Eliseo, ha esplicitamente detto che “se Macron sfora il parametro del deficit, allora possiamo farlo anche noi”. Secondo Sallusti, però, ci sarebbe una netta differenza tra le proposte economiche di Emmanuel Macron e quelle della parte grillina dell’esecutivo.

“Macron propone un drastico taglio della spesa pubblica in cambio di un drastico taglio (25 miliardi) alle tasse per agevolare la crescita. Cioè esattamente il contrario di quello che vogliono fare i Cinque Stelle, la cui ricetta è inversa e recessiva: più tasse per finanziare l’assistenzialismo a pioggia”,

scrive il direttore de Il Giornale.

Un concetto vero solo in una piccola parte. Anzitutto occorre sottolineare come la Francia, negli ultimi dieci anni, abbia sforato più volte il limite del 3%, facendo quindi spesa pubblica e investimenti che, dalle nostre parti, erano invece bloccati da tempo.

Inoltre Macron, come dice lo stesso Sallusti, sta attuando un programma di taglio alla spesa pubblica e alle tasse, contemporaneamente. Se la spesa pubblica, come le più basilari nozioni di economia ci insegnano, corrisponde ai soldi che lo Stato mette per cittadini, famiglie e aziende, la manovra di Macron corrisponderà a un taglio dei servizi per la popolazione. Il taglio delle tasse, usato da Sallusti come punto a favore per l’inquilino dell’Eliseo, è un palliativo che, al massimo, agevolerà la classe francese più benestante.

Infine, proprio pochi giorni fa, il Presidente francese ha apertamente proposto la stessa ricetta grillina tanto osteggiata da Sallusti: il reddito di cittadinanza.

L’attuale esecutivo italiano è sicuramente criticabile e ha mostrato in diverse circostanze alcune gravi lacune decisionali, come da noi scritto in diversi articoli. Tuttavia la stampa italiana ha intrapreso la strada della critica per mere ragioni politiche, tralasciando così una sana dialettica che dovrebbe intercorrere in un virtuoso sistema democratico. In questo gioco a somma zero i contendenti vogliono prendersi tutto il piatto e affossare l’avversario. E le conseguenze di questa faida ricadono tutte sulla comunità.

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Di Gabriele Tebaldi

Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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