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Merkel spietata, dalla Grecia al blocco dei brevetti sui vaccini

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L’opposizione della Merkel alla sospensione dei brevetti proposta da Biden sembra che ci dica una volta per tutte quale è la sostanza di questa donna, che da 16 anni domina la politica europea insieme a personaggi improbabili, come in passato il Fedmaresciallo von Schäuble.

LA NOTIZIA
AGI – Arrivano reazioni contrastanti alla proposta del presidente americano, Joe Biden, di sospendere i brevetti sui vaccini anti-Covid per aumentarne la produzione a favore dei Paesi poveri. La posizione della Casa Bianca è stata salutata come una svolta epocale dall’Oms, la Francia e anche il premier italiano, Mario Draghi, l’hanno sostenuta, al pari della Russia mentre l’Ue si è detta pronta a discuterne. Ma dalla Germania è arrivata la frenata della cancelliera, Angela Merkel, per la quale creerebbe “gravi complicazioni”. Il no di Big Pharma Era scontata l’opposizione da parte delle case farmaceutiche che producono i vaccini, i cui titoli sono stati penalizzati in Borsa dal dibattito, e che hanno trovato un forte alleato nella Merkel.
Dopo essere stata per anni elogiata in virtù del suo presunto realismo, per il polso e la determinazione da parte della stampa di tutto il mondo, l’eredità che la Merkel lascia è un cumulo di macerie.

Il fallimento dell’UE è largamente dovuto a lei, alla sua grettitudine, alla sua miopia. L’attacco alla Grecia – ovvero l’azione più violenta compiuta contro uno stato in Europa in tempo di pace – è responsabilità sua e del suo governo di fanatici, che ora vorrebbero il ritorno dell’austerità, quell’austerità che ha depresso l’Europa, portato povertà, indebolito il continente e favorito l’emersione di nuovi nazionalismi.
Stop ai brevetti sui vaccini: Biden accende lo scontro tra Big Pharma e governi - Il Sole 24 ORE
Manifestanti per il diritto globale al vaccino.

Merkel

e i merkeliani si oppongono ora alla sospensione dei brevetti che consentirebbe una produzione su scala globale per bloccare la pandemia anche nei paesi più poveri. Si oppongono per becere ragioni di bottega, le stesse che hanno animato l’UE: puri e miserabili interessi particolari, in prevalenza tedeschi e anzi di una minoranza tedesca.

Auguriamoci tutti l’uscita di scena di questa provinciale e miope politicante. La storia con lei e con i tanti suoi sostenitori – molti italiani – sarà implacabile.

Paolo Desogus
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