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Consigliere dei “Fasci del lavoro” eletto in un paesino: Boldrini s’infervora

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Sospetto appare l’interventismo “democratico” della Presidente della Camera, ruolo che dovrebbe rimanere in seno al Parlamento. Boldrini invece si accalora molto per fatti marginali della provincia di Mantova.


Pur nell’alveo liberale che lo contraddistingue, questo giornale è per la conservazione del seggio ottenuto con 334 voti da una lista che ha un fascio littorio nel simbolo, nel mantovano.

A Sermide e Felonica, in provincia di Mantova, la “Lista dei Fasci italiani del lavoro” – con il fascio littorio come simbolo – ha ottenuto ben il 10,41% , ossia, come si accennava, 334 voti. In questo modo ha ottenuto un seggio presso il Consiglio comunale la candidata sindaco ventenne Fiamma Negrini.

Sermide e Felonica è un comune di 7.548 abitanti, con 6.520 elettori. In questa tornata elettorale, tuttavia, l’astensionismo ha toccato la vetta del 48%.

Laura Boldrini, informata dai solerti media della notiziola, ha scritto al titolare del Viminale:

“L’ammissione alle elezioni di una lista che si richiama dichiaratamente a nomi e immagini del partito fascista desta forti perplessità sul piano giuridico in quanto – come rilevato, tra gli altri, dall’Anpi – sembra contrastare con le norme costituzionali e legislative che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista. In questo senso – continua Boldrini – ricordo che anche le “Istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature”,emanate nello scorso mese di maggio dal Ministero dell’Interno, stabiliscono che le commissioni elettorali circondariali ricusano ‘i contrassegni in cui siano contenute espressioni, immagini o raffigurazioni che facciano riferimento a ideologie autoritarie (per esempio le parole “fascismo”, “nazismo”, “nazionalsocialismo” e simili), come tali vietate dalla XII disposizione transitoria della Costituzione”.

Come conseguenza a quest’alto monito, il prefetto di Mantova, di concerto con il ministero dell’Interno, non si è fatto attendere. Sono stati infatti revocati i funzionari competenti della commissione elettorale di Mantova in questione.

Un fatto che non può non destare sorpresa, comunque, è che la medesima lista si presentò alle elezioni nel 2002, nel 2007 e nel 2012. Inoltre non si tratta certo della prima a presentarsi con un fascio littorio nel simbolo: si ricordi “Fascismo e Libertà”, che presentò candidati sindaci in svariate grandi città ottenendo migliaia di consensi, e senza che il fascio venisse censurato. La parola “fascismo” venne resa, invece “censura” (elezioni comunali di Torino, correva l’anno 2006).

A pioggia seguono interrogazioni parlamentari e i vespai mediatici degni di una Repubblica che è molto attenta ai simboli, ma spesso poco ai contenuti, concedendo tra l’altro a liste civetta di prosperare, come noto ad ogni votante un minimo attento, ad ogni consultazione elettorale.

Il Fascio littorio è simbolo di un cantone svizzero, svetta in numerosi monumento prefascisti ed è simbolo di Roma e del lavoro, dell’agricoltura e della difesa in una miriade di Nazioni. D’uopo sarebbe sdoganare il fascio littorio in Italia, abolire la #leggeScelba e dimostrare di non avere paura di ciò che è morto e sepolto, legittimando democraticamente le 334 persone che hanno votato una ragazza magari un po’ spregiudicata, ma senz’altro appassionata: a soli 20 anni candidata sindaco.

Viceversa, Boldrini sostiene che vadano debellate le ideologie autoritarie. Lei, parlamentare non votata da nessuno, lei, afferente ad un defunto partito di estrema sinistra che spesse volte si è alleato con falci e martelli…

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Di Redazione Elzeviro.eu

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