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Barche fantasma: migranti o terroristi?

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Prendo spunto dagli articoli de La Sicilia sugli “sbarchi di barche-fantasma” nello agrigentino per integrare alcune osservazioni fatte dallo articolista….come mai sfuggono ai controlli in mare ? Mi sembra ovvio, anche se non lo si dice perché “politicamente scorretto”: con tutte le unità della Marina Militare (Guardia Costiera inclusa) impegnate nel “salvataggio” dei migranti, con relativo trasbordo dalle navi Ong e consegna nei nostri porti, chi volete sia destinato al controllo del Mare (ex) Nostrum?

Si localizzano e seguono soltanto i natanti che “fanno espressa richiesta di aiuto”, magari lanciata dagli scafisti stessi, le altre imbarcazioni (piccole o grandi) navighino tranquillamente.
Quanto alla “sorveglianza aerea”…lasciamo perdere, pure lei adempie agli stessi ordini.
Quella “terrestre”? Figuriamoci..non vide neppure lo sbarco alleato nel 1943, immaginiamo oggi, senza uomini e mezzi, in un’isola che “non vede, non sente e non parla” per atavica tradizione. E, per una rapida conclusione di quanto sopra, non posso che richiamare quanto già segnalato dopo il tragico sbarco di migranti alla Plaia di Catania dell’agosto 2013 quando un battello arrivò praticamente al centro di Catania senza che nessuno lo notasse, alcuni poveracci ci lasciarono le penne ed altri sparirono. Fossero stati terroristi,avrebbero potuto colpire impunemente lidi,strade e persino il vicinissimo aeroporto.

Sembrò allora non lo fossero,meglio così, ma ora gli “sbarchi fantasma” si ripetono con frequenza…così come le minacce terroristiche all’Italia. Io non escluderei niente e nessuno da potenzialità pericolose, rifaccio presente (come nel 2013) che in Sicilia abbiamo Sigonella ,il Muos, altre amenità del genere e che noi stessi adoperiamo aerei, droni e truppe scelte di terra in Libia e Medio Oriente…finora (riscatti pagati insegnano) abbiamo probabilmente comprato l’esenzione dal terrore intelligentemente, forse oggi non funziona più ed occorre davvero stare in campana.
Gli “sbarchi-fantasma”, a maggior ragione, non possono e non devono essere più tollerati od ignorati!

di Vincenzo Mannello

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Di Gabriele Tebaldi

Gabriele Tebaldi
Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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