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Antieuropeisti: forse non c’era alternativa, ma ecco chi avete votato

Salvini ancora nel 2014 parlava di indipendenza della Padania, paventando la secessione del Nord dal resto del Paese.

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Vero è che per una persona coerentemente antieuropeista, che caldeggi l’uscita dell’Italia (perlomeno) dalla moneta unica a trazione tedesca, non c’era alternativa.

A parte forse Marco Rizzo: non un buzzurro, come tanti altri rappresentanti altrettanto e forse anche più estremisti del mondo antieuropeista. Votare Rizzo, però, vuol dire votare uno che non rinnega i crimini stalinisti. Uno che ha una bella pensioncina, tra parlamento italiano e parlamento europeo, e uno che appena può propaganda anche lui (in questo caso, il fatto che suo padre facesse l’operaio). Però è uno in gamba, uno che coerentemente si adopera contro l’Europa delle èlites, che non è contro l’espropriazione forzata, tranne che ai grandi gruppi finanziari, tra i quali non fa fatica ad annoverare il Vaticano. Il suo programma è particolarmente vicino a quello dell’estrema destra, tant’è che le tribune elettorali li confinano tutti insieme, e il pelatone (o palla di biliardo, come lo chiamava la Fallaci) ha stentato, cercando più che altro di rimarcare le (poche) differenze fra lui e CasaPound.

Visto che quelle del precedente paragrafo erano le alternative,

Salvini ha per decenni parteggiato per la Secessione del Nord d’Italia dal resto della Patria.

forse si può capire il successo di Salvini anche tra le fila delle truppe antieuropeiste. Tante di queste persone, però, hanno forse scarsa informazione o memoria corta. Mettere la testa sotto la sabbia di fronte al personaggio Matteo Salvini, forse, è esercizio troppo periglioso e coraggioso per alcuni, tant’è che il partito degli assenteisti si è riconfermato il primo in Italia. L’assenteismo ha toccato vette altissime, con quasi metà degli aventi diritto che hanno latitato la cabina elettorale. Non ci si portino le percentuali statunitensi: in Italia siamo civilmente arrivati, in passato, verso l’80% dell’attendismo elettorale. Evidentemente la politica urlata, involgarita e strepitata tra social e tv, non ha fatto presa su molti, ma ha fatto presa su quelli che comunque hanno voluto vergare la scheda elettorale.

Ecco un memorandum circa il virgulto della politica che avete votato.

Avete votato in massa un bulletto che non ha mai fatto un lavoro in vita sua. Uno che col tricolore si è pulito il deretano per anni. Avete votato, inconsapevoli, uno che aveva salvato il centro sociale squatter Leoncavallo, uno che per decenni si è detto senza problemi comunista. Uno che a malapena ha preso il diploma, uno che confonde participi e gerundi, uno che ha cominciato a prendere veri voti con le promesse come uscire dall’euro e poi fa fuori gli unici abbastanza in gamba da sapere come farlo (Paolo Savona, e vedrete: Alberto Bagnai e Claudio Borghi Aquilini seguiranno a ruota).

Avete votato chi mette foto dei gattini e pane e nutella,

uno dei più grandi assenteisti della storia della politica italiana ed europea. Uno che al posto di fare il ministro dell’Interno è sempre in tv, tutti i giorni, su tutti i canali. Uno che si prende i meriti della diminuzione degli sbarchi dei clandestini, però soprattutto imputabili al suo predecessore Marco Minniti, che è andato in Libia a trattare con le fazioni in lotta, invece che da Barbara d’Urso: prima fonte d’informazione dell’Italia di oggi, sic. E lasciamo perdere la Libia.

Avete votato chi si affida “all’immacolato cuore di Maria” per la vittoria delle elezioni, ma che sta dietro più a Facebook e fidanzate varie (l’ultima, la figlia del condannato Denis Verdini, sì: l’amicone dei Renzi) che al suo difficile Ufficio. Avete votato, anche al Sud, uno che non ha cambiato il nome del suo partito che da statuto resta “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”. Avete votato un servo dell’Unione Europea che diceva che avrebbe infranto il rapporto debito/pil a 2,4, mentre si è inginocchiato a 2,04, sperando che il popolo bue si confondesse (che volete che sia uno zero)? Avete votato uno che oggi “mai fuori dall’Euro”, dopo aver tenuto “No Euro” nel simbolo di partito per anni. Avete votato uno che cantava ai napoletani “Vesuvio, lavali col fuoco”. Avete votato – vabbé, può bastare, anche se ce ne sarebbero tante altre da aggiungere.

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