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La solidarietà non basterà

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EMERGENZA PROFUGHI – Il sistema italiano dell’accoglienza al collasso: i fatti di cronaca lo dimostrano.

di Ario Corapi 

 

Da qualche giorno ormai su tutti i notiziari nazionali scorrono immagini provenienti da tutta Italia che ritraggono luoghi pubblici di qualsiasi tipo (stazioni, parchi, giardini, strade, edifici pubblici, ecc.), che pullulano di profughi accampati per terra o negli angoli. Sono le conseguenze dell’emergenza sbarchi di questi ultimi mesi, conseguenze causate dall’approccio del governo nei confronti di essa e dall’assoluta indifferenza da parte dell’esecutivo europeo di Bruxelles, il quale ha dimostrato per l’ennesima volta quanto la “nostra” Unione Europea sia solamente economica e per nulla politica, in quanto unita e compatta solo quando si parla di moneta unica, ma assolutamente inadeguata e disgregata quando si parla di politica reale o di politica estera.

 

A rendere la situazione ancora più allarmante e drammatica si aggiungono i fatti di cronaca degli ultimi giorni, i quali sono solo gli ultimi di una lunga serie. A Torino un gruppo di tre africani richiedenti asilo (uno dei quali era già stato espulso dall’Italia tempo fa) e rifugiati presso le palazzine occupate abusivamente all’ex villaggio olimpico in zona Lingotto sono stati arrestati per aver sequestrato una ragazza disabile di 20 anni e aver abusato di lei per ben tre giorni nelle cantine degli stabili occupati. A Milano, la stessa Milano che nel periodo di Expo presenta come proprio biglietto da visita una stazione centrale zeppa di profughi affetti da scabbia e addirittura da malaria – stando alle ultime notizie – accampati dentro e fuori alla stazione, un gruppo di sudamericani (con permesso di soggiorno scaduto, figuriamoci il biglietto del treno) hanno quasi amputato un braccio, a colpi di machete, ad un capotreno solo perché questo aveva chiesto loro il biglietto. Senza dimenticare i fatti di due settimane fa a Roma, quando tre rom hanno investito ben nove persone (di cui una rimasta uccisa) a bordo di un’auto; giusto per ricordarlo, uno dei tre rom è già stato scarcerato.

 

Renzi prova a tappare il buco affermando che “Non si può vivere di paura“; il ministro degli interni Alfano per ora pare non pervenuto e forse troppo impegnato nelle beghe interne ai residui rimasti del suo partito, tutto in barba all’emergenza umanitaria e all’allarme sicurezza.
Così, in assoluta tranquillità, il cinismo di Salvini e la parlantina spigliata della Meloni portano la Lega Nord e Fratelli d’Italia in ascesa coi consensi, come ampiamente riscontrato appena due settimane fa dal voto delle elezioni regionali.
 

Intanto Francia, Gran Bretagna e Austria chiudono le frontiere per impedire il transito di profughi sbarcati sullo Stivale, dicendo chiaramente “Noi non li vogliamo!” e rivelando così quanto i trattati europei di Schengen e Dublino, insieme a tutta l’Unione Europea, alla fine siano solo delle barzellette per tutti quegli ingenuotti (leggi, Italia) che non le hanno ancora capite. Il Comune di Roma, con il sindaco Marino ad un passo dal commissariamento, viene letteralmente scoperchiato dalle vicende di Mafia Capitale che rivelano quanto le varie coop, onlus ed enti no profit che si occupano dell’accoglienza dei migranti siano poi solo delle sanguisughe che si arricchiscono sulla pelle dei profughi e dalle nostre tasche, rivelando il perverso e redditizio malaffare che si cela dietro all’incondizionata accoglienza dei profughi.

La regione Piemonte, inoltre, si è detta in queste settimane “disposta ad accogliere altri migranti, a patto che vengano dati maggiori contributi e incentivi“…. roba da far venire l’acquolina in bocca ai vari Buzzi e ai Carminati del Piemonte. Altri governatori delle regioni settentrionali, come Maroni e Zaia, si oppongono all’accoglienza forzata di altri profughi nelle loro regioni solo per fedeltà alla linea politica nazionale del loro leader Salvini e pur sapendo di avere pochissimi strumenti giuridico-amministrativi a loro disposizione per poter reggere un braccio di ferro contro le disposizioni del governo nazionale.

 

Cosa dobbiamo ancora aspettarci? Sicuramente di vedere la Mogherini, punta di diamante del nostro governo e orgoglio di Renzi nell’esecutivo europeo, insistere con proclami e richieste sulle “quote proporzionali di accoglienza dei profughi tra i paesi europei“… Il coro di pernacchie che da Bruxelles investirà lei (e i suoi compari) sarà l’epilogo finale, mentre a pagare saremo sempre noi poveri cittadini, che dovremmo accettare di vivere in periferie urbane sempre più simili ai ghetti o alle banlieue d’Oltralpe, insieme a quegli altri disperati che dormono sulle panchine dei parchi e nelle stazioni.

 

@ArioCorapi

 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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