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Il Servizio Civile è salvo, 50 milioni per l’anno prossimo

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Nelle scorse settimane si erano inseguite un po’ ovunque alcune voci fondate su un possibile congedo definitivo del servizio civile a causa dei tagli e della mancanza di fondi per avviare i bandi dei prossimi anni. Per fortuna le voci sono state scongiurate e pare che almeno per i prossimi 2 anni il servizio civile continuerà ad esserci.

E’ stato uno sforzo straordinario – ha dichiarato soddisfatto il ministro per la cooperazione interazionale, Andrea Riccardi – “siamo riusciti a reperire, nell’ambito del bilancio della Presidenza del Consiglio, un importo pari a 50 milioni di euro a valere sull’esercizio di bilancio del 2012 in modo da poter destinare le risorse necessarie ai bandi dei prossimi anni, in quanto non ci sembrava giusto concludere un’esperienza così positiva.”

Pare quindi, che i giovani tra i 18 e i 28 anni intenzionati a dedicare un anno della propria vita a favore del sociale e dell’impegno solidaristico possano tirare un sospiro di sollievo, anche se all’interno dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile continua a permanere la preoccupazione per la drastica riduzione di fondi e di risorse subita nell’ultimo anno.

Certo, siamo tutti d’accordo (o quasi) sul fatto che la crisi che stiamo vivendo abbia portato solo tagli e sacrifici caratterizzando la fine del periodo delle “vacche grasse”, ma prendere in considerazione l’ipotesi di abolire un’attività come il servizio civile è alquanto fuori criterio.

Il Servizio Civile rappresenta oggi una delle poche possibilità di formazione personale rimaste – come dimostra il decreto legislativo n°77 del 2002 che prevede una serie di strumenti per favorire il collocamento nel mercato del lavoro per i giovani che hanno svolto l’anno di servizio ? oltre ad essere, per storia propria, un’attività molto valida e concreta nel mondo del sociale.

Se proprio si vuol parlare di tagli ragionevoli e responsabili, vista la natura sociale e professionale del servizio civile, si comincino a ridurre i fondi (se non addirittura a togliere proprio il mandato) a quegli enti pubblici accreditati per svolgere il servizio ma che di sociale non hanno nulla, come ad esempio gli uffici comunali dove un giovane non fa altro che svolgere il ruolo dell’impiegato (lavoro onesto, ma che di sociale e professionale non ha nulla), ciò porterebbe sicuramente ad una riduzione degli enti accreditati e ad una contrazione dell’attività di servizio, ma eliminerebbe anche gli sprechi e le spese inutili permettendo all’Ufficio Nazionale di avere a disposizione ogni anno i fondi necessari da destinare ai bandi annuali.

I giovani, tramite un’esperienza come il servizio civile, devono poter avere la possibilità di responsabilizzarsi, formarsi sul piano professionale e umano ed emanciparsi sopratutto sul piano economico (il servizio civile prevede un rimborso mensile di 433,80 euro per tutto l’anno di servizio), quindi da una parte pare ovvio che abolire totalmente il servizio non abbia senso, ma dall’altra non ha senso neanche mandare i giovani a fare gli impiegati comunali…..altrimenti poi non ci si può lamentare chiamando i giovani con l’appellativo di “bamboccioni”.

 

 

Ario Corapi

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Di Redazione Elzeviro.eu

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