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La bagarre del Senato

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De Gaulle scrisse una nuova costituzione in tre mesi. Da noi si fa bagarre per una riformetta, che come minimo impiegherà due anni per andare in porto (sempre che non si incagli prima). Già che c’erano potevano eliminarlo del tutto questo Senato, con tutti gli annessi ed i connessi e senza fare tante storie. Invece è stato preferito farne una camera non elettiva per i gerarchetti locali di partito.

Se i parlamentari si scaldassero così per l’economia che sta andando a rotoli, proponendo soluzioni valide e sensate, sarebbe meglio, e sarebbe giusto. Chissà cosa succederebbe per trasformare l’Italia da repubblica parlamentare a repubblica presidenziale, visti i pesi, i contrappesi e le garanzie poste dai nostri padri costituenti per mantenerla così com’è.

A guardare le foto degli “indignati” che hanno “marciato sul Quirinale” per salvare la democrazia viene subito in mente (se non fosse per gli abiti indossati) il quadro dipinto nel 1901 da G. Pellizza di Volpedo (spinto da idee socialiste) col titolo “il Quarto Stato”. Se si vuole ammazzare il “gattopardo”, ossia la mentalità autoreferenziale della nostra casta parlamentare che vuole mantenere intatti i suoi privilegi senza subire traumi, intascando l’indennità per lasciare le cose come stanno, occorre un colpo di stato.

“Democraticamente” (con mezzi leciti), non si arriva da nessuna parte. Troppi sono i bastoni tra le ruote che i padri costituenti stanno mettendo tra le ruote al “nipotino piè veloce” che vuole “cambiare” l’Italia a tutti i costi . Non c’è da spellarsi le mani per applaudire questa modifica alla Camera alta, ma bisogna rendersi conto che la nostra classe dirigente non è stata in grado di produrre altre migliorie alla fatiscente Costituzione. | Giuseppe Franchi Naa 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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