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Siamo di fronte ad un esodo biblico

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Quello degli sbarchi di profughi sulle nostre coste sta diventando un problema di dimensioni planetarie con tutte le drammatiche implicazioni del caso. Basti pensare che negli ultimi due mesi sono approdati ben 21.728 persone, un numero che rende bene l’idea delle proporzioni a cui è arrivato il problema. Se pensiamo che in tutto il 2013 arrivarono da noi quasi 50.000 rifugiati, c’è da chiedersi a quali numeri andremo incontro da qui alla fine dell’anno. Come al solito l’Europa, pronta a salassarci e a imbrigliarci quando si tratta di fare allineare il nostro debito pubblico al resto del continente, quando si tratta, come in questo caso, di aiutarci a sostenere l’urto di questa massa di disperati, ci lascia in braghe di tela senza darci quel minimo di assistenza di cui avremmo bisogno.

Se pensiamo che l’operazione Mare Nostrum, decisa dal Governo Letta e partita operativamente nell’ottobre del 3013, costa allo stato italiano la bellezza di 12 milioni di euro al mese, ci rendiamo conto in quale vicolo cieco ci siamo infilati in nome di quella solidarietà internazionale a cui la stessa Europa ci sta obbligando. Se a questa legge aggiungiamo la conseguente abolizione del reato di immigrazione clandestina ci rendiamo conto delle proporzioni del problema.

Questi 12 milioni di euro, se ci pensiamo bene, pesano eccome sulla nostra bilancia soprattutto in un momento come questo in cui il popolo italiano sta tirando la cinghia come mai è successo in precedenza, in particolare quel milione di persone che, secondo le ultime rilevazioni statistiche, stanno vivendo praticamente senza reddito. Questo, signori miei, non è becero populismo di bassa lega, questa purtroppo è la fotografia di un paese, il nostro, che in questo momento sta in parte campando di espedienti. Nessuno qui vuole sostenere che lo stato italiano deve fare orecchio da mercante di fronte al rischio della morte di migliaia di innocenti e disperati, qui stiamo solo sostenendo che l’Italia non ha le strutture né le condizioni adatte per accogliere oggi milioni di transfughi dai paesi del Terzo Mondo. Non ce l’ha l’Europa figuriamoci noi.

Il problema è che, a causa della nostra felice o, a seconda dei casi, infelicissima posizione geografica, siamo la nazione dove inevitabilmente arriva in prima battuta la gran massa di profughi dall’Africa. Il problema a questo punto è che un conto è doverosamente e cristianamente soccorrere, sfamare nell’immediato per poi riaccompagnare in tutta sicurezza sulle coste di provenienza, e un conto è continuare a dare asilo definitivo a tutti sapendo benissimo di non averne la possibilità proprio a causa delle dimensioni di un esodo a questo punto biblico. E’ perfettamente inutile sfinirci per trovare soluzioni provvisorie, per cercare di tamponare, di gestire in qualche modo un fenomeno ormai dilagante quando lo sappiamo bene, il nostro tamponare non porterebbe a nulla perché, accolti oggi centomila profughi, domani ne arriveranno milioni e dopodomani ancora altri milioni proprio perché sanno che da noi possono venire. E’ un cane che si morde la coda, un fenomeno da non sottovalutare perché, di questo passo, finirebbe per portarci con molta probabilità allo sfascio più totale.

Gran parte dei nostri politici stanno dimostrando o un’ingenuità incredibile o una conclamata ottusità unita ad una ormai clinica miopia, miopia di chi non vuole vedere con i propri occhi la realtà. Se l’Italia oggi è in grado di dare in qualche modo accoglienza a qualche decina di migliaia di profughi, non lo è e non lo sarà mai di accoglierne milioni nei prossimi anni. Ma qui stiamo mettendo in modo irresponsabile le basi per arrivarci a questi numeri senza avere però gli strumenti per prevedere a quali drammatiche conseguenze potremmo andare incontro, conseguenze inimmaginabili e che potrebbero in un futuro neanche tanto remoto mettere in dubbio la stessa sopravvivenza del mondo occidentale. Forse dovremmo cercare una soluzione ora, almeno finché siamo ancora in tempo.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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