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L’Italia come Auschwitz? La comunità ebraica insorge contro Grillo

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Beppe Grillo è un abilissimo comunicatore, probabilmente il migliore ora in circolazione sulla scena politica, data anche la pressoché nulla concorrenza. Ovviamente chi ha talento nel comunicare diventa subito oggetto di pesanti critiche da parte della “buoncostume” cui Madre Natura non ha concesso la stessa capacità dialettica.

Questo è quanto si è scatenato a seguito del tweet colposo di Beppe Grillo durante la giornata di ieri: un fotomoontaggio del cancello di Auschwitz con la scritta “P2 macht frei” (al posto di “arbet macht frei“, “il lavoro rende liberi”) e il titolo “Se questo è un Paese”, parafrasando il “se questo è un uomo” di Primo Levi. Una provocazione molto efficace da parte dell’ex comico senza scadere nell’offesa o nel ridicolo: l’intento è infatti proprio quello di sottolineare la gravità della situazione italiana (con l’ovviamente esasperato paragone).

Il tweet di Grillo non poteva che scatenare la reazione della comunità degli intoccabili, quella ebraica, che nella persona di Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane, ha espresso il suo disprezzo (addirittura) per l’apparente innocente tweet: “Con l’ultima infame provocazione Beppe Grillo pubblica sul suo blog una immagine dell’ingresso di Auschwitz con la scritta “P2 Macht Frei” e storpia le parole dei celebri versi di Primo Levi con cui si apre “Se questo è un uomo” per solleticare i più bassi sentimenti antisemiti e cavalcare il malcontento popolare che si addensa in questi tempi di crisi. E’ un’oscenità sulla quale non è possibile tacere. Si tratta infatti di una profanazione criminale del valore della Memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l’Italia intera“.

Dichiarazione che ci lascia basiti a fronte del fatto che l’intevento di Grillo non voleva essere una battuta ne tanto meno un’offesa nei confronti del popolo ebraico, la cui tragedia è stata accostata alla nostra situazione in maniera volutamente esagerata, ma non per questo offensiva.

Grillo ha posto una questione seria, quella di un Paese che dal 2011 è sotto lo scacco di un Presidente della Repubblica con poteri monarchici e di un popolo che è ormai ai “lavori forzati” in attesa della sua inesorabile fine. E’ anche grottesco che qualsiasi riferimento o accenno nei confronti della comunità ebraica venga preso da essa come offesa o scherno. Sarebbe desiderabile da parte della stessa comunità che l’attenzione della loro indignazione venga dirottata su questioni più contingenti e gravi come i bombardamenti a tappeto da parte dell’esercito israeliano sui territori occupati della striscia di Gaza….o non si può dire nemmeno questo?

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Di Redazione Elzeviro.eu

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