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Sempre di soldi si parla

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Le parole feriscono, i numeri no. Anche se rendono bene l’idea di ciò che dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro da questi cialtroni pavidi che ci governano. Se non si rinegozia il patto con la Ue, oppure si esce dall’euro (ritornando finalmente alla sovranità monetaria), alla fine dell’anno ci troveremo addosso una legge di stabilità che dovrà provvedere ad una manovra di circa 50 miliardi di euro per mantenere fede al fiscal compact.

Per 900 di euro “mancanti” si fanno tante storie, ma per stanziare soldi per le disgrazie naturali delle Filippine e della Sardegna non ci sono problemi. Suvvia, cerchiamo di essere seri. Con tutto il rispetto per queste calamità (naturali ? ma si parla sempre più spesso di nuove ricerche militari per le variazioni climatiche da utilizzare come nuova arma) che stanno producendo miseria, vittime e dolore, viene però subito da sottolineare una cosa importante e semplicissima: i soldi ci sono o non ci sono?

Non possono uscire fuori dal cilindro per un’emergenza, non si tratta di manna scesa dal cielo. Volere è potere, dirà qualcuno, ed ha ragione. Evidentemente si vuole continuare a colpire la cittadinanza nella carne viva con una tassazione assurda, grossa e grassa, cercando scuse magre. Questi politici , impresentabili ed incapaci, farebbero meglio a dimettersi in blocco, compreso Napolitano e la sua forma di presidenzialismo surrettizio. Non siamo né governati né diretti verso un obiettivo che ci porti veramente fuori da una crisi che non perdona.

Questa crisi ricorda tanto la crisi -con poche varianti- voluta dai banchieri nel 1929. Si può stare anche senza governo se non si riesce a farne uno valido. Il Belgio c’è rimasto due anni e l’economia è andata benissimo. Arrivare al punto in cui siamo per la stabilità del governicchio che abbiamo, non ne vale proprio la pena.
Giuseppe Franchi, Noi Automobilisti

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Di Redazione Elzeviro.eu

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