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Le uscite insensate di Fico su Orban e ONG

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Alquanto bizzarro se non singolare il recente attivismo politico del Presidente della Camera Roberto Fico.

In nemmeno un mese è riuscito a contraddire per ben due volte l’operato del Governo, in netto contrasto non solo con la Lega, ma anche con i suoi colleghi grillini che ricoprono attualmente cariche ministeriali.

Mentre il Governo chiude i porti, Fico tende la mano alle ONG

Nel pieno della querelle tra esecutivo e ONG, ove 5 Stelle e Lega si sono ritrovate perfettamente in sintonia, Roberto Fico si è preso la libertà di incontrare esponenti dell’Organizzazione privata Medici Senza Frontiere. Proprio la stessa che, con del personale, era presente sulla nave Aquarius. A seguito di quell’incontro Fico ebbe a dire:

“Lo Stato deve essere vicino a chi soffre, ai più deboli, a chi viene considerato ultimo. La loro sofferenza è la mia sofferenza, la loro ricerca di dignità è la mia ricerca della dignità. Chi fa solidarietà deve ricevere il supporto delle istituzioni”.

In sostanza il Presidente della Camera ha dichiarato l’esatto contrario di quanto detto e fatto dall’esecutivo.

Roberto Fico vuole multe per Orban

Più recente è stata poi l’uscita, anche questa completamente contraria alla strategia di Governo, su Viktor Orban. “Chi non vuole le quote deve avere le multe, quindi se Orban non vuole le quote dev’essere multato”, ha detto tronfio Fico.

Questo atteggiamento che denota una certa vena nostalgica di Fico rispetto al suo passato da attivista, nonché agitatore di piazza (del web), si scontra del tutto con la carica che dovrebbe ricoprire lo stesso grillino. Il Presidente della Camera rappresenta infatti la terza carica dello Stato ed è consuetudine nella storia repubblicana italiana che tale ruolo debba essere interpretato nella più assoluta neutralità. Lo ha detto lo stesso Fico:

“Come terza carica dello stato, non entro in merito delle questioni politiche”.

Una delle innumerevoli ingerenze politiche dell’ex “Presidenta” della Camera

Eppure sia la questione ONG che quella relativa ai rapporti con Viktor Orban sono temi prettamente politici, in quanto delineano una precisa linea di politica migratoria e politica comunitaria nonché estera. Dicasteri su cui il Presidente della Camera non può in nessun modo interferire. Così facendo Fico si fa erede di quella sbagliatissima interpretazione di tale ruolo che fu di Laura Boldrini. La stessa si fece beffe della “neutralità istituzionale” del ruolo da lei ricoperto, arrivando addirittura a fondare un movimento per farne propaganda in vista delle elezioni. Senza ovviamente dimettersi.

Strano è che Fico non venga richiamato all’ordine dai suoi in questo suo avventatissimo quanto ingiustificato attivismo. Ancor più strano è che le crisi mediatiche isteriche su presunti “attacchi alle istituzioni” non si ripresentino nel momento in cui la terza istituzione si mette a fare apertamente politica, contravvenendo così ai più basilari principi della consuetudine repubblicana.

 

di Gabriele Tebaldi

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