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Sull’India c’è un’impostura mediatica? L’analisi di Maurizio Blondet

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I giornali mainstream occidentali stanno battendo un’unica notizia: il dramma della diffusione del Covid in India. Come spesso accade però il clamore mediatico potrebbe non corrispondere ad una corrispondente e reale situazione sul campo.

In India c’è infatti un effettivo boom di contagi e decessi, ma si tratta di numeri che vanno messi in proporzione alla totalità della popolazione indiana, nonché alla vastità del territorio. L’India consta infatti di 1,36 miliardi di abitanti e facendo le dovute proporzioni ha oggi nel suo picco di contagio una percentuale di decessi dello 0,014% sul totale della popolazione. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria ad oggi. L’Italia, per dire, ha una percentuale di decessi dello 0,2% sul totale della popolazione. Aggiungendo a questo che l’India ha una densità di popolazione doppia rispetto all’Italia.

Alla luce di questo riportiamo quindi di seguito il commento del giornalista Maurizio Blondet sui fatti dell’India.

 

Ecco il sobrio titolo del NewYork Post:

“Il Covid divora la gente in India, le foto mostrano gente morta per le strade”

I media USA, imitati da quelli nostrani, condividono un video che mostra gli astanti che cadono incoscienti per le strade, asserendo che ritrae la situazione in mezzo al recente aumento delle infezioni COVID in India.

in realtà le foto sono quelle di un grave incidente avvenuto nel maggio 2020 in una fabbrica di polimeri nell’Andhra Pradesh, una fuga di gas che ha ucciso 12 persone.

Il grande giornalismo italiano riprende la notizia a suo modo, mostrando una eccezionale cultura:

In India in realtà “bruciano i morti in strada” da “soli” 3 mila anni

L’induismo prescrive la cremazione, ritenuta un ausilio per rompere il ciclo delle rinascite. All’aperto, ovviamente; si avrebbe orrore dei forni crematori, e alla presenza dei figli e parenti. Chi ne ha i mezzi, quando agonizza si fa bruciare sulle rive del Gange, lì l’Estinzione è sicura.

Come dovrebbe essere noto a un giornalista, ciò ha persino sviluppato una specie di turismo: i viaggiatori stranieri che vanno a Varanasi (ex Benares) non mancano di farsi portare da un barcaiolo davanti al ghat (scalinata) dove ardono le pire e fare foto.

Ovviamente, sui giornali indiani sono continui gli articoli che lamentano il tremendo rincaro del legname per garantire un degno funerale al caro estinto; e siccome dai 300 milioni che erano gli indiani al tempo del British Raj sono diventati 1,3 miliardi, al lamento per il rincaro si aggiunge il lamento ecologista per la deforestazione, effettivamente inarrestabile.

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