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Se fossi arabo da che parte staresti?

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Il mettersi nei panni di è uno sforzo disumano talvolta. E’ un ragionamento logico che va contro il naturale flusso dei nostri neuroni, ingabbiati dalla nostra cultura e dalla nostra esperienza. Eppure se questo salto nel vuoto viene fatto, è li che finalmente capiamo dal profondo le problematicità che più ci assillano.

Mettiamoci per un momento nei panni degli arabi. Quali? E’ indifferente. Possiamo essere degli arabi libici, arabi egiziani, arabi libanesi, giordani, siriani, iracheni o iraniani.

Se per esempio fossimo libici oggi probabilmente non potremmo accedere a servizi di base che uno Stato dovrebbe offrire. Acqua pubblica, istruzione e trasporti per esempio. Tutto questo perché lo Stato libico è collassato nel 2011 e da lì non è più rinato. Il nostro stato libico è stato distrutto dai caccia francesi e dai droni americani, che nel frattempo hanno causato qualche decina di migliaia di danni collaterali, tra cui magari qualche mio fratello o nipote, chissà.

Hanno distrutto il nostro Stato perché volevano far rispettare i diritti umani che Gheddafi non stava più rispettando, così hanno detto. Ma noi libici rimaniamo un attimo perplessi: da quattro anni non c’è un governo centrale, da quattro anni è in atto una guerra civile tra fazioni che non rispettano i diritti umani, da due anni invece abbiamo l’Isis nel territorio, e lì sappiamo come vengono trattati i diritti umani. Perché sono intervenuti dunque? Per il petrolio, sostengono alcune malelingue. E in effetti una delle maggiori ricchezze della Libia di Gheddafi era proprio il petrolio, gestito dallo Stato e usato per lo Stato. Ora sembra che questo stesso sia stato dato in concessione a multinazionali estere, forse francesi, ma non ne siamo sicuri. In ogni caso sono solo coincidenze, non diamo voce alle malelingue.

Noi arabi siriani siamo letteralmente esterrefatti. Sono quattro anni che il nostro Stato è in guerra. All’inizio sembrava una guerra civile per esiliare Assad. Voi occidentali avete sostenuto e addestrato finanziariamente quelli, come si chiamano, ah si i ribelli moderati. Eppure noi arabi siriani non abbiamo mai visto questi ribelli moderati. Si forse all’inizio qualcuno, che poi si è puntualmente unito a gruppi del terrorismo sunnita come Al-Nusra. Nel mentre che la guerra civile stava distruggendo il Paese, sono arrivati gli uomini neri, quelli dell’Isis.

Cresciuti e addestrati in Iraq, dove anche li non esiste Stato dal 2003. Guarda un po’ vuoi vedere che anche li sono intervenuti gli occidentali per i diritti umani. Ah no, li sono intervenuti perché c’erano le armi di distruzione di massa. Meno male.

Comunque da quattro anni Isis e Al-Nusra si spalleggiano contro il presidente Assad, che se prima poteva starci un po’ antipatico, ora invece lo ammiriamo. Nessuno ci ha aiutato, se non gli amici libanesi e iraniani, e adesso anche i russi. Nessuno degli occidentali è venuto per fare rispettare i diritti umani a Raqqa o a Palmira. Perché?

Un mio parente che vive a Raqqa dice che adesso gli occidentali sono intervenuti. Peccato abbiano di nuovo usato le bombe e così il mio parente mi riferisce che non hanno elettricità da qualche giorno. Noi arabi siriani siamo un po’ interdetti: perché gli occidentali che hanno così tanto a cuore i diritti umani non intervengono con le truppe di terra per distruggere in un secondo l’Isis senza troppi danni collaterali? Se non intervengono dobbiamo forse iniziare ad ascoltare le malelingue.  

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Di Redazione Elzeviro.eu

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