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L’Europa Nobel per la Pace e i suoi crimini contro l’umanità

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Profughi in fuga, scafisti e morti in mare… di chi è la colpa?
 

Gli amministratori locali del Bel paese, assieme ai prefetti, si ritrovano i centri e le strutture d’accoglienza al collasso e si vedono costretti a rivolgere appelli ai cittadini invitandoli ad accogliere i migranti presso le loro abitazioni. Intanto la foto del piccolo Aylan annegato nei giorni scorsi nel Mar Egeo ha fatto il giro del mondo scatenando un vespaio di polemiche sulla legittimità o meno dell’accoglienza dei migranti, polemiche che non hanno risparmiato un’Italia totalmente allo sbando sulla questione immigrazione.

Non sono ovviamente mancate frecciate e accuse di razzismo a quell’Italia contraria, per un motivo o per l’altro, all’accoglienza illimitata di profughi. Sembra quasi che la colpa delle stragi in mare e delle guerre civili che costringono i profughi a scappare dalle loro terre sia di chi alla fine si oppone a questo scellerato crimine contro l’umanità. Sì signori, perché si tratta di un vero crimine contro l’umanità, un crimine di cui l’Italia ha responsabilità decisamente limitate, al contrario di quanto sostengono i buonisti e i moralisti di turno.

 

Ma di chi è la vera colpa di tutto questo? Chi è che nel 2011 voleva a tutti i costi destituire Gheddafi in Libia e ha causato una guerra civile che ha di fatto destabilizzato tutto il Nord Africa costringendo i civili a scappare? Si tratta della la Francia, della Gran Bretagna (che negli ultimi tempi ha riadottato, anche in tema di immigrazione, quel tipico atteggiamento isolazionista euroatipico che un po’ l’ha sempre caratterizzata) e delle inette autorità dell’esecutivo europeo, non l’Italia che per fortuna o purtroppo sulla Libia è rimasta a guardare.

E ancora, chi è che fino ad un anno e mezzo fa puntava a destabilizzare la Siria? Chi è che ha permesso all’Isis e ad altre forze jihadiste di guadagnare terreno e potere in Siria permettendogli di seminare il panico in Medio Oriente e in Nord Africa? Gli Stati Uniti, la Turchia, la Francia, la Gran Bretagna e le alte cariche dell’Unione Europea, quella stessa Unione Europea che nel 2012 ha ipocritamente ottenuto il Premio Nobel per la Pace e che, con i disastri in Libia e Siria, ha causato le guerre che hanno costretto orde di profughi disperati (tra cui il piccolo Aylan e la sua famiglia) ad abbandonare la loro casa e a mettersi nelle mani del racket criminale degli scafisti. Ciò per andare ad affrontare un viaggio della disperazione, con il rischio appunto di morire in mare.

In tutto questo l’Italia ha subito il corso degli eventi, stesso discorso vale l’Ungheria del tanto vituperato Viktor Orbàn. Le autorità della Repubblica Ceca, che si sono ritrovate a dover gestire migliaia di migranti inaspettati, hanno dovuto marchiare le mani dei migranti con i pennarelli indelebili (per una mera questione logistica e organizzativa) e si è vista così piovere accuse “nazismo” uscite di fatto dal nulla, solo perché il metodo del pennarello ricordava (davvero?) i metodi nazisti nei campi di concentramento.

 

E intanto i “grandi quotidiani” e i telegiornali, italiani e di mezza Europa, usano le armi del sensazionalismo e della commozione per manipolare l’opinione pubblica mettendo in mostra la foto del piccolo Aylan annegato ed incensando Germania e Austria che accolgono senza battere ciglio migliaia di rifugiati, facendo così passare gli italiani e gli ungheresi per razzisti.

Peccato che Germania e Austria non siano paesi economicamente in difficoltà come l’Italia, per non dire in ginocchio come la Grecia. Sembra quindi logico che paesi economicamente floridi e virtuosi possano permettersi di accogliere i rifugiati senza farsi troppi problemi, a differenza di Italia o Grecia. Questo di fatto priva di qualsiasi retorica eroica o buonista le decisioni di Berlino e Vienna nonché gli applausi giunti a due paesi da parte della gran massa di stolti. Per non parlare della sproporzione dei migranti accolti finora in Italia a centinaia di migliaia annualmente, non essendo invece la Germania bagnata dal mare Mediterraneo.

 

Infine, per quanto possano non piacere i programmi politici e le posizioni anti-immigrazione dei vari Salvini e Meloni in Italia, della Le Pen in Francia, di Wilders e il suo partito in Olanda e dei tanto odiati cattivoni di Alba Dorata in Grecia, qualcuno deve di fatto fornire una spiegazione logica secondo la quale la morte del piccolo Aylan e di tanti altri sia da imputare a costoro di cui sopra.

 

La colpa semmai è di tutti coloro che, nonostante gli evidenti fatti di cronaca nera e continuando ad invitare i poveri migranti disperati a venire in Europa, sventolando loro innanzi l’illusoria promessa di una vita migliore. Di fatto però li constringono a mettersi nelle mani di scafisti criminali che li stipano in massa su delle imbarcazioni precarie mandandoli così incontro ad una morte di fame e stenti o ad una morte in mare.

La colpa è pure di tutti quegli enti, caritatevoli e del terzo settore, che vivono di appalti e di progetti umanitari per l’accoglienza usati, in tutta Europa ma in Italia in particolare, come dimostra l’inchiesta di Mafia Capitale (a Roma, ma non solo), come copertura per lucrare sulla vita di questi poveri disperati. Come nel caso dei famosi “40 euro al giorno destinati per ogni rifugiato accolto”…

 

@ArioCorapi

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Di Redazione Elzeviro.eu

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