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Obama autorizza raid aerei contro l’Isis

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Il Presidente degli Stati Uniti Obama ha deciso di dare il via libera ai caccia-bombardieri americani nel nord dell’Iraq. Obiettivo: colpire in modo chirurgico le varie postazioni militari dei seguaci Jahdisti agli ordini del Califfo Al Baghdadi. La decisione, presa dopo l’inasprimento nei giorni scorsi delle persecuzioni contro le minoranze religiose dell’Iraq, non porterà, come ha sottolineato lo stesso Obama, ad un’entrata in guerra dell’America, almeno per ora. I raid aerei saranno condotti in modo mirato evitando danni e perdite alle popolazioni civili e avranno lo scopo di indebolire i militanti dell’Isis, proteggere le decine di migliaia di profughi Yazidi che stanno fuggendo in seguito alle minacce di morte degli uomini del Califfo e infine di proteggere il personale americano presente in Iraq.

 

Secondo fonti militari curde i bombardamenti sarebbero già iniziati in alcune zone del nord del paese e avrebbero già colpito due postazioni Jahdiste. Notizia che però ha avuto una secca smentita da parte del portavoce americano John Kirby, secondo il quale l’ordine di far decollare gli aerei non sarebbe stato ancora dato. Se la voce fosse comunque confermata, i bombardamenti potrebbero forse essere stati iniziati dalla stessa aviazione militare irachena, ma, al momento, a parte la smentita americana, non ci sono conferme né in un senso né nell’altro. Parallelamente all’azione militare, Obama ha annunciato anche l’invio di aiuti umanitari agli Yazidi. Si parla di due aerei che, scortati da due caccia F 18, avrebbero già lanciato sulla zona dove si trovano i profughi seimila pasti e ventimila litri di acqua.

 

L’intervento militare americano è stato appoggiato in pieno dall’Onu che ha lanciato un appello alla Comunità Internazionale perché, insieme agli Stati Uniti, sostenga in ogni modo il Governo Iracheno. Da parte sua il Governo Italiano tramite il sottosegretario agli esteri Mario Giro, ha espresso il suo pieno appoggio alla decisione di Obama sostenendo che comunque questa prima azione non basterà se sarà isolata ma che ci vorrà molto di più. Si potrebbe quindi ipotizzare in futuro un intervento congiunto da parte delle stesse forze della Nato? E’ ancora presto per dirlo con certezza, anche perché la situazione è ancora fluida e in divenire ma gli indizi che qualcosa di grosso si stia comunque muovendo sembrano esserci.

 

Intanto il Viceministro agli esteri Pistelli si è recato a Erbil in Iraq per coordinare gli aiuti ai Cristiani che, come gli Yazidi, sono stati nelle settimane passate vittime della tracotanza integralista dell’Isis. L’azione di Obama potrebbe essere la prima di una lunga serie di interventi da parte della stessa Comunità Internazionale volti a ridurre sul nascere il pericolo di un’escalation di violenza ma anche di un temibile rafforzamento di un’organizzazione militare pericolosa e in grado non solo di destabilizzare l’intera area ma anche di minacciare l’Occidente in maniera concreta. La parola d’ordine potrebbe essere, a questo punto, quella di fermare il Califfo prima che sia troppo tardi, per la serie: ora o mai più.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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