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Saccomanni a braccetto con gli speculatori americani: “Senza Berlusconi tutto più facile!”

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Non sono venute a caso le richieste di dimissioni per il Ministro dell’Economia e delle Finanze Saccomanni, giunte per bocca del Capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta.

Questo perché il comportamento tenuto dall’ex direttore della Banca d’Italia nelle ultime settimane è stato piuttosto incomprensibile.

Pare infatti che Saccomanni non vedesse l’ora della caduta di Berlusconi per poter andare da vincitore presso certi sciacalli speculatori d’oltreoceano. In questi ultimi giorni l’agenda statunitense del nostro ministro si è riempita d’incontri, interviste e quant’altro, il tutto con l’obiettivo di “tranquillizzare” quelli che il nostro governo chiama “investitori“, ma che in realtà non sono altro che vili speculatori.

In un intervista rilasciata al Wall Street Journal così si esprime Saccomanni: “L’uscita dalla scena parlamentare di Silvio Berlusconi dovrebbe facilitare le riforme che il governo Letta è fortemente impegnato a realizzare“. Forse il ministro si riferisce tra le righe alla strenua opposizione del partito di Berlusconi in merito all’introduzione dell’IMU? Tassa che rientra nei piani d’austerity tanto cari al mondo della finanza euro americana.

Ma il filone che lega gli speculatori di Wall Street (ricordiamoci gli unici responsabili della crisi del 2008) al nostro Ministro continua con una fitta agenda d’incontri: incontrerà infatti i rappresentanti di alcuni colossi finanziari quali Black Rock (la più grande società d’investimento al mondo e dunque ben ferrata sui danni che possono provare le scommesse sui derivati), Carlyle (che ha la gestione di 30,9 miliardi di dollari) e Cerberus (uno dei più grandi fondi d’investimento al mondo).

Perché la necessità di questi incontri ravvicinati e così “casualmente” in concomitanza con la deposizione del “grande nemico” Berlusconi? Saccomanni vuole “rassicurare gli investitori“, ma su cosa? Sul fatto che, forse, senza un personaggio euroscettico, ci sarà più stabilità politica e dunque saranno possibili quelle riforme, che in pratica ci hanno imposto da Wall Street?

Parliamo di privatizzazioni e dismissioni degli immobili, manovre che non fanno altro che arricchire le banche italiane (cui lo Stato darà i soldi derivanti dalla vendite delle aziende pubbliche, andando infine a rimpinguare i soldi di tali società e banche americane, cui a loro volta le nostre filiali sono debitrici). Un cerchio che purtroppo si chiude, in cui chi è ricco continua ad arricchirsi (senza meriti, perché produce carta, non ricchezza reale), mentre chi è povero ( e sgobba) lo diventa sempre di più.

Il Ministro dell’Economia italiano non può puntare la proprio politica esclusivamente sull’asservimento agli speculatori internazionali (inserendosi in quello che è una sorta di ricatto economico), ma deve avere il coraggio di dare all’economia del Paese una propria strada, libera da malevole ingerenze esterne, che da due anni a questa parte hanno tra l’altro sovvertito l’esito democratico delle nostre elezioni.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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