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Elezioni sotto spread

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A ridosso delle elezioni europee è quasi teneramente che si constata come certi cavalli di battaglia vengano lanciati a briglie sciolte nel calderone mediatico.

Sospinti da certuna politica interessata, financo a divenire ridicoli, spread e Europa come unica sede della pace mondiale imperitura (concetto confutato in questo nostro articolo) sono due tra i più risibili argomenti elettorali, ma con ampio seguito.

Se la recente sparata di Monti sull’eventuale vittoria dei sovranisti che comporterebbe lo scoppio di una guerra in Europa è quantomeno comica, meno comica è il soffermarsi ad hoc sul differenziale fra il valore dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi.

Lo spread, infatti,

viene ciclicamente tirato fuori dal cilindro dal circo mediatico. Esso è infatti, come per incanto, quasi arrivato alla fatidica soglia dei 300 punti base, a quanto pare mettendo in greve periglio la tenuta dei conti dello Stato.

Torniamo al 2011.

Mentre il Governo Berlusconi Quarto gli investitori che dall’estero avevano comprato titoli di stato italiani investendo nel nostro paese comprando il suo debito, improvvisamente avevano cominciato a venderli in massa. Un’evidente operazione speculativa che ha portato lo spread a schizzare, ma non certo la tenuta dei conti pubblici. La stessa cosa è accaduta al momento dell’insediamento di questo Governo, a maggio del 2018.

Se un gruppo di speculatori organizzati si sbarazza in blocco dei titoli di stato italiani perché la politica non dà segnali favorevoli alla finanza mondiale, non per questo i titoli di stato italiani valgono spazzatura. Non è certo giustificabile, tutto ciò, con l’alto debito pubblico italiano, che in effetti è in crescita. Anche perché esso era in costante e alta crescita anche durante il lustro precedente, nel quale si sono alternati numerosi governi o governicchi a guida, diciamo, progressista.

Non è davvero chiaro, anche se i dubbi aleggiano pesanti, come il dato del debito pubblico non abbia avuto influenza sul magico indicatore dello spread nei due governi precedenti, mentre ora diventa determinate.

A questo punto, ci chiediamo provocatoriamente, perché lo Spread non è nominato in Costituzione?

L’Europa Nobel per la Pace e i suoi crimini contro l’umanità

La guerra ibrida a colpi di spread

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Di Redazione Elzeviro.eu

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