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La soluzione di Gualtieri alla crisi: “Più lavoratori precari”

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Abbiamo 8 milioni in cassa integrazione. E’ probabile che a settembre, 4 milioni di loro siano definitivamente disoccupati: perché l’edilizia è crollata del 64%, gli ordini alle industrie del Nord collassati del 49% , cifre così.

di Maurizio Blondet

E ciò per responsabilità diretta del Gualtieri, messo lì dal PD , che ha fatto mancare la liquidità immediata alle imprese – come invece hanno fatto gli altri Stati, tutti, dagli USA al Regno Unito fino alle Filippine – al solo scopo di far veder che “mancano i mezzi” e dunque bisogna aderire al MES.

Una tattica per mettere sotto pressione i 5S, che nel MES non volevano andare; e per questo, Gualtieri ha compromesso l’avvenire di decine di migliaia di aziende, costringendole per esempio a pagare di tasca loro (quelle che potevano permetterselo) la cassa integrazione che lui, e il suo compare Tridico, hanno fatto mancare: una esazione che già equivale ad una imposta patrimoniale per le aziende che potevano permetterselo, e quindi aumenta la deflazione.

Le aziende che non potevano, hanno già messo i lavoratori sul marciapiede

Perché Gualtieri è stato messo lì per questo, farci entrare nel MES, con questo ha esaurito le sue idee di “economista”. Non sa cosa fare dopo, e nemmeno gli interessa: ha eseguito le istruzioni, e tanto gli basta.

Che le situazioni siano cambiate, con la BCE che stampa triliardi ai quali si può – si deve – attingere – emettendo titoli di Stato (oggi a tasso sottozero), è una cosa che semplicemente non capisce. Arretrato, è rimasto alle direttive precedenti che venivano da Berlino, austerità, non aumentare il debito pubblico, anche adesso che la Merkel , agghiacciata di fronte al doppio disastro (sgretolamento dell’euro in tempo di mega-depressione) che attende la presidenza tedesca pro-tempore, cereca di cambiare “narrativa”.

Gualtieri non è in grado di capire nemmeno quel che gli suggerisce Paolo Savona, emettere un titolo irredimibile esente da tasse sull’eredità al 2%: troppo complicato per le sue limitate nozioni di “economista”. Troppo sovranista, un simile titolo, che gli italiani possono scambiarsi fra loro nei pagamenti, può diventare moneta nazionale. Non ascolta – non capisce, temo – quel che ha spiegato Dragoni: emettere Bot e Btp per 170 miliardi – la BCE li compra – per rilanciare sul serio l’economia.

Ma veramente allarmante

è che se Gualtieri è ignorante al punto da non capire le soluzioni che gli vengono suggerite, anche gli “economisti” di area PD, economisti con cattedra e con posti di vertice negli enti pubblici, da cui Gualtieri è disposto a farsi istruire, risultano arretrati e incapaci di uscire dal quadro che gli ha dato la UE di ieri, e non più quella di oggi.

La soluzione Gualtieri: “Più lavoratori precari”

Crediamo di sapere chi è “l’esperto” che gli ha suggerito la soluzione da lui avanzata: siccome le imprese, incerte del futuro, non assumono, bisogna consentirgli di assumere “a termine”, dando ad esse la massima facilità a licenziare, togliendo le punizioni legali (“i disincentivi”) vigenti sui contratti a termine; il che significa, tra l’altro, punire  (disincentivare) tutti i contratti a tempo indeterminato.

Insomma, “Abbiamo un problema decennale di domanda, aggravato dall’ennesima crisi sistemica. Crisi di domanda che dipende anche dalla continua precarizzazione del lavoro e dalla conseguente deflazione salariale. Lui che propone? Di incentivare il lavoro precario”, commenta Gilberto Trombetta, giornalista economico.

Temo che Gualtieri

non sia nemmeno in grado di comprendere il concetto di “deflazione salariale”. L’intero PD, dal 2011, da quando ha sostenuto Monti, ha fatto della deflazione salariale la sua ragione di legittimazione davanti a Bruxelles. E ora anche i suoi “economisti” con cattedra non hanno più nemmeno la nozione di cosa fare quando occorre aumentare i consumi in modo produttivo.

Ora bisognerebbe spendere nel superfluo….

Perché ora – per contrastare la deflazione che si avvita – bisogna incoraggiare chi ha risparmi a spendere, spendere, anche nel superfluo (“Andate in vacanza, che gli alberghi sennò chiudono! Cambiate la vecchia auto sennò chiude la Fiat, ora Chrysler!”, si spolmonava sere fa un ex direttore del Corriere che da vent’anni ha incenerito come “sovranista irresponsabile” chi proponeva di fare deficit di mezzo punto superiore al 3% dettato da Berlino.

Ora che esorta “spendete”, ha pure ragione, ma la gente non spende. Nei tre mesi del lockdown, gli italiani hanno anzi aumentato i loro risparmi. Non li impiegano, consumano meno. Cercano di fare scorta.

…ma il governo PD non sa che minacciare e punire

Perché il governo non fa che elevare minacce contro il risparmio: “lotta all’evasione” significa prelievo forzoso, persecuzione fiscale; la “lotta al contante” è una punizione già applicata. Bersani (il suggeritore di Speranza) che minaccia gli “evasori” fiscali; il governo che esige i prelievi tributari e non li rimanda, e nello stesso tempo non emette i Btp destinati al risparmio italiano (“non i sono altri fondi che quelli del MES”), non lascia ai risparmiatori altra via che tenere i soldi, disperatamente, in vista della rovina imminente.

E’ l’atto di sfiducia concreto e corale a un governo radicalmente illegittimo. Non potendo votare alle urne, si vota con i risparmi.

Perché il PD ha come atteggiamento verso la società reale, verso il popolo, solo questo: punire, minacciare, vi portiamo via i soldi se non fate quel che diciamo; vi mandiamo la Finanza, la polizia che vi multo di 400 euro se vi trova senza mascherina. In questo momento in cui bisogna incoraggiare la gente a spendere, dovrebbero cambiare postura, “dare fiducia”, usare il registro della “cordialità” verso il popolo. Questo,probabilmente, lo capiscono anche loro; ma non sono capaci se non di punire e minacciare.

Come lo scorpione della parabola, “è la loro natura”.

Così punendo e minacciando

ovviamente aggravano la deflazione da cui bisogna uscire; siccome il governo oltre a minacciare non propone soluzioni, la gente che ha risparmi cerca di tenerseli in vista del peggio che sente arrivare senza poter contare – lo sa – di protezione nè difesa da parte del governo dei “Ricchi di Stato”.

Difesa inane, si sa; il governo punitivo gli porterà via i soldi, quando avrà a che fare con 4 milioni di disoccupati in più, e il crollo della produzione che lui ha provocato: perché i soldi dei risparmiatori onesti sono lì visibili nei depositi bancari, dove anche i primitivi dell’economia li vedono – e li prenderanno fra due-tre mesi, giustificando il furto con “l’emergenza” che hanno creato.

Con ciò, naturalmente, rendendo definitivo il collasso: perché i risparmiatori onesti, i soli che i Gualtieri e i Bersani sono in grado di espropriare e punire, sono i nonni (che hanno accumulato i risparmi sotto la lira) e che con quei risparmi mantengono i figli e nipoti disoccupati.

L’euro sta finendo, per decreto di Karlsruhe

E ciò, mentre la fine della moneta unica come lorsignori la conoscono e la difendono (con le punizioni), è già scritta. Da marzo, da quando la corte tedesca ha intimato della BCE, entro tre mesi, di giustificare il suo quantitative easing”, la “stampa” di triliardi : già quella che Draghi fece per salvare euro e banche (non noi) e che la Lagarde continua, anzi aumenta.

Quindi dal 5 agosto, in obbedienza obbligata alla sentenza della sua Corte costituzionale, la banca centrale tedesca (Bundesbank), interromperà l’acquisto dei titoli di Stato ( a cui adesso partecipa sotto l’imperio della BCE), anzi venderà quelli già acquistati .

Lo sgretolamento dell’euro.

Lo ha spiegato chiaramente il capo della Bundesbank Jens Weidmann al Bundestag, ossia al suo parlamento: io, banchiere centrale, non ho altra via che obbedire alla Corte, se non inventate voi qualcosa.  Voi politici.

L’ha detto, da quel che s’ intuisce, meno con gioia che con terrore:  perché il momento della resa dei conti, tanto desiderata da lui a parole , è arrivato. E’ arrivato, se voi parlamentari non fate qualcosa, che Gott ne scampi. Dovete inventarvi che l’immane “stampa” della Bce è proporzionata e adeguata, come esigono i nostri supremi giudici, altrimenti siamo costretti ad uscire dall’euro – e vivere col marco rivalutato, nel momento della più Grande Depressione mondiale della storia, della rottura con gli Usa che collassano nella guerra civile, e nella lotta contro la Cina cui partecipiamo non si sa perché noi europei…

Il trionfo del sovranismo germanico che coincide con la disfatta

Il terrore di fronte alla realtà tanto voluta e agognata. Infatti la Merkel, agghiacciata, ha subito cominciato a dire che bisogna che la crisi non divida gli europei; cerca di cambiare la narrativa. Troppo tardi, dopo anni che ha lasciato narrare ai suoi tedeschi che se i loro risparmi rendevano interessi bassi, era colpa degli italiani che non facevano le riforme e vivevano al disopra dei propri mezzi.

Il Bundestag s’inventerà qualcosa? Ha un piano B? Sicuramente non ce l’ha Gualtieri, messo lì per ficcarci nel MES, che ha esaudito le direttive, e propone il lavoro precario per superare la Depressione. Non Conte, che sta andando a trattare un Recovery Plan europoide che è superato della stampa BCE, e che da agosto andrà in mille pezzi e per la probabile uscita della Bundesbank dal programma di acquisti senza limiti BCE.

Le soluzioni ci sono. Ma non le capiscono né Gualtieri né gli “economisti” PD. Capiscono solo che a farle sono “i sovranisti, i nostri nemici”, a cui non dobbiamo darla vinta . Si saranno accorti almeno che la sovranista suprema, decisiva, è la Germania, che con la sua corte costituzionale ha assoggettato la BCE (“l’indipendente” dai politici ) al governo tedesco? Il vero problema è che i media, e il 30-40 degli italiani, continua a stare con questo governo che li porta alla rovina.

Organizzatevi tordi. Tre mesi, al massimo

Poi la deflazione – quando si proporrà una mini-ripresa – si può rovesciare istantaneamente in iper-inflazione pe rl’Italia: con le imprese produttive distrutte, le merci scarse, avverrano i mega-rincari. Ma questo per un’altra volta.

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