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Essere anti-sovranisti significa essere eversivi: costituzionalmente parlando

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La verità è che nel Parlamento italiano, anti-sovranisti lo sono tutti i partiti. Chi più, chi meno, chi consciamente, chi meno.

di Gilberto Trombetta

Solo noi negli ultimi 40 anni abbiamo avuto una classe politica che ha lottato con le unghie e con i denti per toglierci la sovranità attraverso la ricerca dolosa e patologica del vincolo esterno. Che ha lottato per toglierci il diritto all’autodeterminazione. La nostra sovranità. Quella che la Costituzione attribuisce a noi, al popolo, come ricordava Lelio Basso¹.

«Nella Costituzione abbiamo scritto, nel primo articolo: “L’Italia è una Repubblica democratica”. Poi abbiamo aggiunto quelle parole forse sovrabbondanti “fondata sul lavoro”; e poi abbiamo ancora affermato il concetto che la “sovranità appartiene al popolo”.

Sembra una frase di stile e non lo è. Le costituzioni in genere hanno sempre detto “la sovranità emana dal popolo” “risiede nel popolo”; ma un’affermazione così rigorosa, come “la sovranità appartiene al popolo che la esercita” era una novità arditissima.

Contro la concezione tedesca della “sovranità statale”, di quella francese della “sovranità nazionale”, noi abbiamo affermato la “sovranità popolare” quindi democratica. A questo tipo di sovranità io tengo.

E allora, quando arrivano al parlamento i “regolamenti comunitari” e ci si dice “sono obbligatori” perché così prevede il Trattato di Roma, io reagisco». Essere anti-sovranisti, ricordiamolo sempre, vuol dire essere eversori.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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