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L’Università di Torino “green” con UniToGO

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L’Università di Torino ottiene i primi posti tra gli atenei in fatto di sostenibilità ambientale; tanto grazie alle azioni volte alla riduzione dei consumi, quanto all’imponente iniziativa “green” UniToGO nata nel 2016.

L’Università di Torino è il secondo ateneo italiano, preceduto solo dai colleghi bolognesi, nella classifica internazionale sulla sostenibilità ambientale e sociale: una graduatoria al cui interno sono comprese 800 università di tutto il mondo (29 nostrane). La classifica, pubblicata dal GreenMetric 2019, assegna un punteggio e ordina gli atenei in base alle politiche attuate per ridurre i consumi e migliorare la sostenibilità. Prende in considerazione il budget dedicato agli indicatori relativi ai consumi e alle azioni finalizzate a ridurre l’impatto energetico, così come a favorire il riciclaggio, il risparmio dell’acqua, le aree verdi e la mobilità sostenibile per i trasporti urbani diretti alle sedi universitarie.

Unitogo
Settori di cui si occupa UniToGo

Che cos’è UniToGO?

UniToGO (Unito Green Office) è una struttura dell’Università di Torino che raggruppa professori, studenti e ricercatori, al fine di studiare e promuovere politiche sostenibili per UniTo. I gruppi di lavoro coprono i seguenti ambiti: energia, acquisti pubblici ecologici, mobilità, rifiuti e cibo.

La struttura ecologica dell’Università di Torino ha realizzato vari progetti tra i quali:

Progetto Comfortsense

ComfortSense è un progetto di ricerca interdisciplinare dell’Università degli Studi di Torino in collaborazione con alcune imprese private e startup della città di Torino. Sfrutta le tecnologie dell’Internet Of Things e delle Smart City per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e il Comfort delle persone

Progetto Bike2Work

Più che un progetto, è considerata una sfida alla quale tutte le aziende ed organizzazioni possono partecipare. Bike2Work è parte del programma Love to Ride, per promuovere la diffusione dell’uso della bicicletta; è gestita attraverso i siti web e la sua app per cellulare sia per iOS che Android. Si tratta di un programma internazionale attivo in molti paesi nel mondo, mette oltretutto in palio svariati premi.

Progetto HOME

HOME infine, è l’acronimo del progetto di ricerca “Human Observation Meta Environment”.

Finanziato grazie ai fondi del progetto “Urbe”, vincitore del Siebel Energy Grant, il progetto ha l’obiettivo di realizzare all’interno del Campus Luigi Einaudi e del Castello del Valentino un pilota per esplorare la relazione fra architettura, tecnologia, dati e consumo energetico introducendo la presenza di uno Smart Agent (SA).

Attraverso delle reti di sensori, lo Smart Agent monitora lo spazio e i comportamenti dei suoi abitanti all’interno di esso, con particolare riferimento al consumo energetico, relazionandosi con loro attraverso interfacce ad interazione naturale che permettono di interagire con l’edificio grazie alla voce, ai gesti e al movimento del corpo.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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