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Un anno di Appendino per sfatare il mito: i 5 stelle a Torino solo fumo

Proprio in quel di Torino, laddove gli ultimi sguardi di speranza dei votanti 5 stelle in vista delle politiche si rivolgono, la situazione non è, per adoprare un eufemismo, rosea.

E’ stata votata in blocco, Chiara Appendino. Tutti i nasi al di fuori della città subalpina, poi, la lodano: forse ammaliati dal bel viso, della disponibilità di dialogo con il presidente della Regione, poltronaro onorevole Chiamparino, dalla giovinezza, dagli occhi azzurri e dall’avvenenza dell’ex battagliera consigliera d’opposizione. Forte di un programma deciso, quasi rivoluzionario, che aveva fatto così ben sperare. Torino come laboratorio, dicono: Roma è uno sfacelo, “invece a Torino, comunque, i 5 stelle stanno facendo bene”…

Bé si tratta, nondimeno, di belle balle.

Prendiamo l’esempio di un ecologista che abbia votato Appendino per il suo programma che prevedeva un’iniziativa di pedonalizzazioni e di pulizia dell’aria. Gli sforamenti di Pm 10 sono più o meno gli stessi delle giunte monocolore che hanno preceduto l’attuale. Di pedonalizzazioni novelle, neanche l’ombra. In compenso in alcune strade (via Pietro Micca, piazza Castello) si è proceduto con la negletta opera di colate d’asfalto in luogo delle antiche e caratteristiche lose. Bitume al posto del pavé, insomma, con la scusa che il tram rovina il pavimento. I tram a Torino girano da qualche tempo, invero.

Si pensi al Salone dell’Auto presso il parco del Valentino,

che la sindaca aveva auspicato in campagna elettorale l’anno scorso di spostare in uno spazio idoneo… è divenuto l’evento dell’anno, con pubblicità in ogni luogo: auto rombanti al Valentino, parco storico e stuprato dal solito asfalto che tutto mangia, e spacciatori, ad ogni ora, tanto che ormai chiunque viva in città conosce la centralissima collinetta della droga. Una situazione di illegalità prolungata che ben fa trasparire il pugno di ferro contro la criminalità come invero sia un pugno di farina, in pieno centro: figurarsi in periferia.

La scorsa settimana, ad un altro evento motorizzato, il Rally di Torino, nella cintura cittadina è morto un bambino nell’impatto con un’auto. Forse nel rispetto di tale sciagura, nonché nel rispetto dei suoi stessi elettori, se ne è residuato un goccio, dimostrando che non conta solo il dio denaro, il sindaco avrebbe potuto preoccuparsi di bloccare questa misera masnada d’illegalità. Un carrozzone caratterizzato, tra l’altro, da un’occupazione di suolo pubblico sottopagata, con tir che entrano nella zona limitata del parco, sfregiando il Valentino, già piegato ed in ginocchio com’è lo splendido ed unico parco.

Il povero ecologista che l’ha votata,

almeno, avrà visto aumentare la Ztl ridicola: unica, tra quelle delle grandi città, che dura solo dalle 7,30 alle 10,30? Nemmeno per sogno: solo tavoli di discussione e discussione, quando ci vorrebbe così poco ad aumentarla. Un voto ed una delibera. Intanto ogni mattina, sui varchi di via Cernaia, via Po, piazza Vittorio, corso Matteotti, eccetera, si protrae una diffusa situazione di illegalità, una selva stradale di auto in doppia, tripla fila, in luoghi dove dovrebbe vigere un divieto non solo di sosta, bensì di sosta e fermata. Il coraggio di andare contro pochissimi commercianti molto agguerriti, che alfine godrebbero di ingenti vantaggi che nemmeno vedono, evidentemente, non è di casa.

Il sindaco vive in via Cibrario,

una via dove ad ogni ora del giorno e della notte potrete trovare auto in doppia fila, auto che “bruciano” i semafori, incidenti, ciclisti che mettono a repentaglio la loro vita solo transitandovi.
Ciclisti. Le piste ciclabili sono aumentate? Indovina? No. La manutenzione è migliorata? Provate, dal centro, ad andare allo stadio sulla direttiva Vinzaglio-Duca degli Abruzzi-4 Novembre e, se sarete rimasti in sella in certi tratti, ritenetevi fortunati. Il Tobike, invece, sta andando alla grande. Di solito si trova qualche bici, con catena caduta, stazioncine rotte in quantità, bici che non si staccano. I furti di bici in costante aumento. Al Balon vendono Tobike riverniciati e il gancio che permette di attaccare telaio a stanzioncina viene placidamente giustificato come un gancio per la borsetta delle signore.

Le domeniche ecologiche: che flop! Vigili ai varchi più grandi per controllare, come se uno che volesse infrangere il divieto fosse così cretino da sfilare davanti alla polizia municipale nelle grandi direttive del traffico.
Per dare il segno di come la mentalità, che dovrebbe essere legalitaria, lo sia solo per convenienza: domenica è indetta un’altra domenica ecologica, con blocco del trasporto privato: ebbene, se la Juventus vincerà la Champions’, con molte probabilità sarà tutto sospeso per i festeggiamenti. Si possono invocare motivi di ordine pubblico, certo. Il questore può. Ma il sindaco, di comprovata fede bianconera, è prima di tutto torinese e avrebbe dovuto esprimersi dicendo che ciò che è stabilito ha da farsi rispettare.

Chi scrive pensa che, anziché far fare i soldi all’amministrazione su parcheggi a orari scaduti, su musi che sporgono da parcheggi in zone mal servite dai mezzi e senza posti liberi, i soldi si potrebbero fare su chi infrange i divieti. E invece è invalso l’italico ragionamento “siccome nessuno rispetta le regole, io le regole le sospendo”. Un plauso a chi ha questa mentalità, già fassiniana, che ha portato questa città nel baratro di bilancio in cui si trova.

Prendiamo l’esempio di uno stufo dei privilegi della politica,

l’altro giorno Appendino era con auto di servizio nella parte di via Roma pedonale, parcheggiata davanti a un negozio di ottica. Lo staff dice che era lì per un appuntamento. Con l’ottico? Ci si chiede.
Ora però si blocca la movida, quando San Salvario è viva e italiana solo per l’apporto della gioventù nei locali, con il bene ed il male che ciò porta. Forse però i residenti della zona, quelli vecchi, non si ricordano cos’era San Salvario qualche anno fa, prima che la movida ivi si trasferisse. Spaccio, tossici, prostituzione ad ogni angolo, ad ogni ora, e paura, tanta e giustificata.

Per disincentivare l’uso dell’auto privata,

poi, l’ultima boutade: alzare il costo del parcheggio, da 45 euro all’anno in molti (lo si riparametrerà in base alle condizioni economiche dell’intestatario del veicolo) si troveranno a pagarlo TRE volte tanto. Non così i ricchi – quelli veri – che vivono in collina (dove le strisce non ci sono), e magari mollano il suv in divieto, senza che questo venga portato via, unica soluzione che provocherebbe disagio a questa forma di maleducazione ed inciviltà sempre più dilagante. Ci si faccia un giro davanti ai bar più in per l’aperitivo, in via Gramsci. A qualsiasi, ma proprio qualsiasi ora, per rendersi conto del fenomeno.

Questi rilievi pervengono da chi Appendino l’ha votata, da chi la città la vive. Rilievi che giungono dopo un anno di amministrazione e non dopo qualche giorno. Chiara Appendino era una secchiona, ha studiato in una prestigiosa università privata non torinese. Ebbene, ci tocca dirle: bocciata.

Di Federico Altea

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