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Torino e Milano ancora le città più inquinate d’Italia

La qualità dell’aria nelle quattordici aree metropolitane italiane va dallo scarso al pessimo. Nonostante alcuni segnali di miglioramento, la situazione degli sforamenti resta tragica. E la mobilità sostenibile si muove troppo lentamente.

Il Rapporto MobilitAria 2019 che è stato presentato questo mese a Milano è un dettagliato report prodotto  dal gruppo di lavoro Mobilità sostenibile del Kyoto Club e dagli esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (CNR-IIA), in collaborazione con l’Osservatorio Politiche Mobilità Urbana Sostenibile.

Il biennio 2017-18, al centro dello studio, descrive un andamento in leggero miglioramento, nell’ambito di una situazione di qualitù dell’aria francamente insostenibile. Le politiche di mobilità urbana nelle grandi città è un altro fattore che è stato preso in considerazione dallo studio. Le 15 aree metropolitane prese in considerazione dallo studio sono: Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia.

Il risultato

Nonostante un lieve miglioramento della qualità dell’aria, rimane pressante il problema degli sforamenti dei limiti delle polveri sottili, in particolare nelle città della pianura Padana. Abbiamo a più riprese riportato come gli sforamenti del PM10 in quel di Torino superino i giorni consentiti annualmente già nei primi tre mesi dell’anno, da decenni.

Questo studio conferma che, trasversalmente, con cambi di giunte e di casacche, non sono state messe in atto misure adatte alla riduzione dei superamenti dei limiti legali previsti per le polveri sottili.
A causa di ciò

l’Italia è stata denunciata dalla Commissione Europea alla Corte di Giustizia lo scorso anno.

Coma da titolo, Torino e Milano guidano questa ingloriosa classifica delle città più inquinate della Penisola.

Mentre l’uso dei mezzi pubblici urbani

aumenta in quel di Bologna, Cagliari, Torino e Firenze, diminuisce sensibilmente in quelle città dove l’azienda che offre il servizio vive difficoltà finanziarie, come accade a Napoli, Catania e Roma.

Il car sharing

(ma non solo: anche le biciclette, e altre forme di sharing mobility) cresce nelle città di Milano, Torino, Firenze, Roma, Palermo, Cagliari e viene finalmente introdotto a Bologna. In altre città, sopratutto al Sud, la mobilità condivisa non prende piede, o addirittura viene abolita come in quel di Bari, dove però è stata introdotta una novità per quanto riguarda le biciclette: una sorta di rimborso a chi dimostri di essere ciclista abituale.

L’elettrico resta una promessa

Ancora indietro rispetto al resto d’Europa l’introduzione di una mobilità elettrica, mentre le colonnine di ricarica si stanno edificando, prendono piede i parcheggi per le elettriche nelle grandi città del Nord Italia e Milano promette che ATM renderà tutti i mezzi pubblici elettrici entro il 2030.

Praticamente non pervenuta la mobilità elettrica, anche se, riporta lo studio, procedono gli accordi tra le amministrazioni comunali e gli operatori per l’installazione di colonnine. A Milano, Comune e Atm hanno promesso che entro il 2030 tutta la flotta del trasporto pubblico sarà elettrica.

La mobilità sostenibile è ancora indietro in Italia, ma qualcosa si muove.

Di Redazione Elzeviro.eu

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