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Torino: è battaglia sulla Ztl

Da un lato è considerata come affossamento definitivo di una città in declino; dall’altro come un’occasione di valorizzazione del centro di una città ormai postindustriale. La Ztl infiamma il dibattito amministrativo del capoluogo piemontese.

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Chiara Appendino (da il blog delle stelle)

TORINO – Chiara Appendino sta attraversando acque molto agitate, non solo per la vicenda 0limpiadi  (invernali del 2026) sì / olimpiadi no che ha scatenato un certo dibattito interno al suo gruppo consiliare ed al Movimento 5 stelle stesso, nella sua estrinsecazione nazionale.

In questi giorni infiammato è il contraddittorio riguardo alla proposta dei pentastellati al governo della città di Torino di estensione della Zona a Traffico Limitato, da qui, Ztl.

Si tratta di una zona che copre nella sua quasi interezza il centro di Torino, avendo come confini corso Vittorio Emanuele II, salvo un tratto in cui si ritrae sul parallelo corso Matteotti, corso Regina, piazza Vittorio Veneto e le vie del suo confine che si affaccia sul centro, nonché, dall’ultimo lato del rettangolo, le vie rispetto al centro internamente parallele a corso Vinzaglio, corso Palestro e corso Valdocco.

Già nel programma

In realtà si tratta di uno dei punti del programma (consultabile QUI) che i 5 Stelle avevano presentato nella battaglia elettorale contro Piero Fassino, vinta abbondantemente nel giugno del 2016 nonostante i pronostici. Il fatto che questo punto programmatico sia ancora inevaso è visto come un ingiustificato ritardo da alcuni, come una sacrosanta occasione di dibattito da parte di chi invece fa proprie le ragioni che vanno contro l’espansione oraria della Ztl.

La Ztl di Torino

Le altre città

Milano

Milano non è solo Area C, in termini di divieto alla circolazione. Il capoluogo lombardo, infatti, prevede delle zone a traffico limitato nei quartieri Garibaldi, Ticinese, Sarpi, Arco della Pace, Beccaria e Navigli.

Ai residenti è concesso il permesso di transito, da richiedere al comando di Polizia municipale della zona interessata dal divieto. Le corsie preferenziali sono sempre off-limits, salvo le due ruote, che possono circolarvi in presenza di segnaletica apposita.

Il controllo degli accessi nelle aree di ZTL avviene attraverso un sistema di telecamere – complessivamente se ne contano oltre 100, Area C inclusa -, collegato alla centrale della Polizia municipale, mentre alcune zone sono delimitate da piloni mobili che fuoriescono dall’asfalto, impedendo il transito. Sono i pilomat.

Chi ha diritto a ottenere un permesso per circolare nella ZTL, deve esporre il contrassegno sul parabrezza dell’auto. Quanto agli orari, la ZTL Navigli è attiva tutti i giorni, dalle 20:00 alle 7:00.

Bologna

Le tre zone a traffico limitato sono nel Centro Storico, la Zona T e la Zona Università. In centro è fatto divieto di circolare tutti i giorni, dalle 7:00 alle 20:00 e sono le telecamere Sirio a monitorare i passaggi. Sono ammessi al transito sia i veicoli elettrici che ibridi.

La Zona T è stata così ribattezzata perché composta da tre vie che formano una T: via Rinaldi, via Ugo Bossi e via Indipendenza. Divieto di circolazione dalle 8:00 di sabato alle 22:00 di domenica e tutti i giorni festivi. L’area dell’Università, invece, tra via Belle Arti e via Belmeloro, è ZTL attiva 24 ore su 24.

Firenze

Il centro storico di Firenze è vietato per ogni tipologia di veicolo tradizionale, la ZTL nella Zona A è attiva dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30, e al sabato dalle 7:30 alle 18:00. Per i turisti che avessero necessità di raggiungere le strutture ricettive, sono previste delle autorizzazioni temporanee, pari a 2 ore, da chiedere all’albergatore e sfruttare, di fatto, per eventuali operazioni di scarico bagagli all’arrivo e alla partenza.

Roma

L’area con traffico veicolare limitato di Roma è un delle più estese d’Europa, ed è pari a 4,2 km quadrati. Le cinque ZTL sono:
ZTL Tridente, dalle 6:30 alle 19:00, dal lunedì al venerdì, mentre al sabato è attiva dalle 10:00 alle 19:00. Nemmeno le auto dei servizi di car sharing sono ammesse all’interno, autorizzazione concessa invece a residenti e domiciliati.

La ZTL Centro storico è attiva dalle 6:30 alle 18:00, dal lunedì al venerdì; al sabato dalle 14:00 alle 18:00; venerdì e sabato, inoltre, è vietato il transito anche tra le 23:00 e le 3:00. Nel mese di agosto non è attiva e la circolazione è libera.  (ulteriori dettagli su altre zone di Roma reperibili QUI)

Napoli

La città partenopea ha sei ZTL. Quella del Centro antico è in vigore tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00; in zona Morelli-Filangieri-Mille è inibito il transito veicolare tra le 24:00 e le 6:00. Attenzione, però, nel periodo che va dall’8 dicembre al 6 gennaio, nel quale la ZTL è in funzione dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 20:00.

La ZTL di Chiaia è attiva al sabato dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:00 alle 22:00; in Corso Sirena, divieto di transito tra le 8:00 e le 14:00 nei giorni feriali. La ZTL di Belledonne-Martiri-Poerio, invece, prevede il divieto tutti i giorni dalle 19:00 alle 7:00. Infine, in zona Tarsia-Pignasecca-Dante, ZTL in funzione tutti i giorni tra le 9:00 e le 18:00.

Perfino Bari, 325 mila abitanti per preservare la zona della città vecchia, ha istituito la ZTL nei giorni feriali dalle 20:00 alle 7:00, che si estende nei giorni festivi all’intera giornata.

L’efficacia della Ztl oggi

Oggi la Ztl torinese si attiva alle ore 7,30 e, con varchi controllati da alcune decine di telecamere, si protrae fino alle 10,30. Superato quell’orario, vedi supra, molto risicato rispetto alle altre grandi città italiane, le vetture possono attraversare (e attraversano) il centro.

Quivi possono anche sostarvi, con un range di tariffe che va da a un costo di 1,5 €/ora nei parcheggi in strutture preposte, ma non sorvegliate, alla tariffa, obbiettivamente alta, di 2,5 €/ora nei parcheggi a raso.

Per non estendere le strisce blu in altre aree della città, i residenti del centro sono già stati salassati con aumenti anche del 200% del costo del parcheggio. Chi scrive questo articolo, per esempio, è passato inopinatamente a pagare da 45€ a 180 all’anno per posteggiare l’automobile.

Secondo i dati raccolti dalle telecamere,  in un giorno standard entrano nella Ztl circa 75mila veicoli, dalle 7.30 alle 19.30. Di questi ben 31mila non sostano e non dispongono di permessi specifici. Semplicemente passano: si tratta di una mole di mezzi che in effetti non arricchisce il centro della città, bensì acuisce le situazioni di ingorgo, traffico, inquinamento ambientale, acustico, ingombro, eccetera.

La Ztl, che quest’anno spegne 20 candeline, nasce in un contesto urbano differente, con più uffici e meno turismo. Oggi invece, in una città postindustriale come Torino, la valorizzazione del centro e lo svuotamento delle attività terziarie fa sì che non vi sia l’afflusso di persone di un tempo, salvo, appunto, quasi una buona metà di transitanti che potrebbero passare dalle direttive del traffico periferiche, lasciando più sgombro il centro stesso.

Il popolare cartello, con il riferimento alla pagina Fb che raccoglie gli autori della protesta.

I commercianti sul piede di guerra

Bene si possono comprendere le preoccupazioni dei commercianti del centro, che si sono riuniti in una petizione quasi plebiscitaria contro l’estensione, ed anzi propugnano un’improbabile riduzione dell’orario attuale del traffico limitato.

Su quasi ogni esercizio commerciale campeggia il cartello, nero su bianco, NO ZTL allungata. Invero per loro stessi c’è la possibilità di organizzarsi e di ottenere le giuste esenzioni di varco della Ztl legate ai motivi di lavoro. Potranno, i commercianti, uscire e entrare a piacimento nella Ztl per prendere, caricare e scaricare merci, eccetera.

La loro più ferma paura è che il centro si “desertifichi”, addirittura, e che la clientela scompaia. Di fronte alle epocali variazioni della struttura cittadina spesso si è assistito a sit-in e manifestazioni di netta contrarietà.

Quando si parlò di pedonalizzare via Lagrange i commercianti erano sul piede di guerra, preoccupati che la signora non potesse più parcheggiare il macchinone in doppia fila per comprare la carne del macellaio. Oggi una macelleria in via Lagrange vale il doppio di quando ci correva il tram, le macchine si parcheggiavano una sull’altra e l’aria era irrespirabile.

Di questi tempi, al massimo, bisogna fare attenzione a qualche sconsiderato velocipede che sfreccia sui cubetti di porfido. Che ci sia chi paragona le due cose in termini di problema oggettivo, è un dato di fatto: ci saranno sempre i contrari a prescindere dal ragionamento, ma il progresso dell’evoluzione nel senso della pedonalizzazione (molto più radicale dell’estensione della Ztl) è innegabile.

La gente non comincerà di punto in bianco a frequentare quartieri obbiettivamente lasciati, anche dalla giunta 5 stelle, a loro stessi. Per esempio, nessuno si sognerà di fare una passeggiata in Barriera di Milano soltanto perché per entrare in centro deve percorrere 200/300 metri a piedi.

La città non tiene il passo delle città europee moderne in termini di servizi.

I 160 km dichiarati da Fassino per difendere il suo deprecabile operato in fatto di piste ciclabili, tuttavia, non sono naturalmente 160, considerato che l’ex sindaco riteneva anche ciclopedonali delle ciclabili, nonché le porzioni che sbucano nel nulla di una strada con auto che vanno ai 60 all’ora, così come (ancora oggi) accade quando si percorre la ciclabile di via Nizza per finire in un corso Vittorio Emanuele da panico per le due ruote.

La linea della metropolitana, una sola, nuova, ignora completamente Torino Nord e la linea 2 è ben là da compiersi. Inoltre non tutti hanno la possibilità di prendere la bici, considerando le condizioni fisiche e la poco bike friendly situazione stradale.

A proposito di persone che fanno fatica a pedalare stante l’età, linkiamo la divertente intervista di un anno e mezzo fa, quando l’allora primo cittadino Fassino, dopo pochi minuti andò visibilmente in affanno.

Cosa dicono i torinesi?

Chiedendo pareri alla popolazione torinese, sono venute fuori le seguenti considerazioni:

Uno studente di medicina ha affermato:

E’ necessario prendere misure drastiche per ridurre il traffico in città e disincentivare la gente a prendere la macchina per ogni minimo spostamento! Questo però non può non accompagnarsi a un NETTO potenziamento sia del servizio di trasporto pubblico che delle piste ciclabili! Detto da uno che utilizza quotidianamente le biciclette a noleggio e che trova assai superficiale strumentalizzare la maleducazione di chi lascia le bici in mezzo ai marciapiedi per criticare questo ottimo servizio.

Il titolare di un bar del centro ha affermato:

Per educare i cittadini ci vuole tempo e per i commercianti che hanno spese fisse continue per andare avanti diventa difficile rimanere in piedi, quindi, una cosa bella che si potrebbe fare è andare incontro alle piccole imprese del centro sulle imposte fisse come Tarsu, Tari ecc.
In più, altra cosa utile, se si potesse fare, sarebbe quella di aumentare eventi di ogni genere in tutte le piazze del centro e far tornare tutti quegli uffici che sono scappati proprio dalla Ztl facendo ai professionisti una bella proposta per tornarci.

Un avvocato con uno studio in centro ha affermato:

1) abbiamo un servizio di mezzi pubblico ridicolo! Pochi mezzi, vecchi e colmi di gente stipata come sardine. Non si può invocare di prendere i mezzi (inadatti) o la metro (una linea, ridicola), salvo poi non dire nulla sul costante e progressivo aumento dei biglietti! 1,50 euro a corsa (in aumento) É una rapina a mano armata!
2) La desertificazione del centro sarà inevitabile! Sarà colonizzata dai senzatetto che occuperanno le vetrine con cartelli “AFFITTASI”… bell’immagine per il turismo! Ah già, però ci lamentiamo che Torino é poco turistica.
La ZTL prolungata sarà il colpo di grazia per il centro, grazie anche ai numerosissimi centri commerciali che hanno costruito ammazzando il piccolo commercio.
Sarò il primo a vendere e andare in altre zone fuori da questa estorsione legalizzata: mai pagare per andare a lavorare!
3) io ho il diritto di comprarmi la macchina che voglio, anche un trattore. Oltretutto pagando una tassa di proprietà che é un furto legalizzato. Basta con le riflessioni classiste sui suv….é ridicolo!
La prima fonte di inquinamento sono tutti i palazzi pubblici con riscaldamenti senza valvole e 25 gradi anche in primavera.

Un agente immobiliare che lavora in centro ha affermato:

Rispetto agli altri paesi abbiamo una mentalità semi-medievale. In Olanda, in Svezia e in tutti i più grandi paesi d’Europa vanno a piedi e in bici da almeno 30 anni, in molti non sanno nemmeno cosa sia l’automobile. Tutte fallite le loro aziende? Per cortesia. Come ci sono arrivati?
Con l’educazione civica, il rispetto degli altri e il rispetto dell’ambiente. Cose che in Italia sono totalmente sconosciute. Io da 14 anni giro la città a piedi e in bus nelle ore diurne per lavoro. E sono ancora vivo. Come lo faccio io, lo possono fare tutti gli altri. Vediamo di crescere, che il mondo cambia.

Infine, una considerazione di merito di chi scrive.

Bisogna costringere la gente a camminare, prendere il bus, la bici, il tram, perché l’automobilista torinese, in media, percorre 500 metri al giorno con la sua vettura! Alzare i permessi di parcheggio anche del 200% come è stato fatto, invece, è iniquo. Non colpisce chi i macchinoni li mette in doppia fila, fa il furbo mettendoli nei posti-non posti, o ha il garage, o vive in collina.

Colpisce i ceti medi e quelli bassi. Parametrare la Ztl a quella delle altre città maggiori d’Italia, nella città più inquinata, invece, è solo assennato. Non solo: è necessaria una profonda rivoluzione dei costumi che parta dall’educazione nelle scuole per far rivalutare gli spostamenti ecologici, il danno grave dell’utilizzo, tanto più se singolo, dell’autovettura privata per brevi spostamenti (<7 km).

Evidenziare il disagio provocato da veicoli di dimensioni smisurate come certuni suv, che andrebbero tassati solo per l’ingresso in città, parametri: peso e dimensioni.

twitter@elzeviro2011

Di Redazione Elzeviro.eu

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