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Quando l’assassino nordafricano diventa “bianco di carnagione scura”

Quella stampa che è più attenta al politically correct che a fare informazione.

Riprendiamo, dolentemente, il caso del 34enne sgozzato a Torino. Non per dar notizia dell’arresto dell’assassino, ma per dar conto del puro delirio ideologico con il quale alcuni media si affacciano alla vicenda.

Come dice l’opinionista Sherif El Sabaie,

la notizia del giovane sgozzato a Torino probabilmente ad opera di un nordafricano non ha mai goduto della stessa visibilità di cui hanno goduto le scritte o gli insulti razzisti che spesso e volentieri si rivelano casi gonfiati (le uova tirate dal figlio del consigliere del PD ai passanti in generale e non solo all’atleta africana, gli insulti tra due infermiere fatti passare come insulti ad un paziente nero, etc).

Confinato nelle notizie di cronaca locale, il terribile omicidio (forse per una rapina) è praticamente sparito dai titoli. Un solo quotidiano ha diffuso l’identikit della polizia che parla di un presunto nordafricano, e subito dopo anche questo dettaglio – che potrebbe essere determinante per l’arresto del colpevole – è stato silenziato.

Ora è diventato un aggressore “bianco di carnagione scura”.

Non solo l’identikit della polizia

aveva identificato il sospettato come nordafricano, ma è cosa risaputa che da almeno venti anni il lungo Po in quel tratto è sede di spaccio ad opera dei nordafricani. Chiunque abbia fatto anche solo una passeggiata colà negli ultimi decenni, a qualsiasi ora, ne è a conoscenza.

Un delirio ideologico in definitiva razzista,

perché per certi giornalisti usare la parola nordafricano ormai si palesa come una condotta offensiva. Così come ad un certo punto è diventato offensivo dire negro, a causa delle influenze americane. La California, stato più giovane della sedia dove sono seduto, che vuole insegnarci a usare l’italiano. E come pure è diventato offensivo dire spazzino, perché chi ha la facoltà di influenzare il linguaggio è il radical chic da salotto che ha paura/disprezzo di chi si sporca le mani. Si tratta di un mondo alla rovescia dove chi dice la verità (oppure, ancora più essenzialmente, chi descrive cosa vede) compie un atto rivoluzionario…

Un bianco dalla carnagione scura,

insomma, la polizia dovrebbe mettersi al più presto sulle tracce di un maestro di sci valdostano a fine marzo…

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Un giornale di cronaca locale, Torino today, riporta la frase sibillina.

 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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