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Partita iva alle prime armi: errori da evitare e consigli-base

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La partita iva è diventata ormai la norma per i professionisti. Di recente si è parlato molto di un piano di aiuti proprio per chi ha la partita iva. Quello che però molti non sanno, è che questo inquadramento fiscale vada fatto con cautela e alla luce delle dovute informazioni, perché spesso può non risultare vantaggioso.

Come aprire una partita iva

È possibile aprire la partita iva anche non rivolgendosi a un Caf o un commercialista, basterà infatti compilare il modello di inizio attività all’Agenzia delle Entrate. È importante sapere che chi fattura meno di 65.000 euro l’anno può optare per un regime agevolato, chiamato “forfettario”. Una volta poi aperta la partita iva, occorrerà fare l’iscrizione alla Gestione Separata sul sito dell’INPS, per versare tutti i contributi.

Qui l’aliquota, da applicare al reddito lordo effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi, è del 25,72%. È poi importante sapere che tutti i lavoratori autonomi debbano essere in possesso di un codice ATECO, elaborato in base al tipo di attività svolta. Il commercialista o il Caf provvederà a inquadrare il professionista nel codice giusto, quest’ultimo consta di un numero che serve a rendere possibile la classificazione a livello contributivo.

Lo studio in casa

Una volta in possesso di una partita iva, sarà molto importante gestire in modo efficiente tanto il lavoro quanto il tempo. Esercitando infatti la propria attività liberamente da casa, sarà facile essere portati a investire troppo tempo nel lavoro, è vitale invece darsi un orario e dei limiti.

Dosare il tempo investito nella gestione dei propri affari, sarà poi necessario affinché questo non vada a puntare troppo sulla quantità, invece che sulla qualità. È importante, anche e soprattutto, essere informati su tutte le varie proposte dedicate alla categoria: sul web ci sono per esempio le offerte per la luce dedicate esclusivamente ai partita iva. Il commercialista sarà poi vitale per gestire tutta la mole di fatturazione e aiuterà a non avere noie o ad affrontare spese inutili.

Gli errori fiscali da evitare

Anche se il desiderio di lasciare il posto fisso per mettersi in proprio è il sogno di molti, è importante sapere che nell’aprire una partita iva ci sono errori che assolutamente non devono essere fatti. Il primo fra tutti è quello di non avere un fondo per le emergenze, questa è una regola valida per tutti, soprattutto per chi, come il lavoratore autonomo, non può contare su incassi regolari e continuativi.

Altro errore comune è quello di non preoccuparsi di mettere da parte ciò che va destinato alle tasse. Anche se il freelance non sostiene mensilmente i costi dei dipendenti, prima o poi anche lui deve tenere conto delle tasse e generalmente far fronte a importi molto salati. È poi necessario pensare al futuro, mettendo da parte per tempo un qualcosa per quando non sarà più possibile esercitare l’attività. Se già si è infatti provveduto a un fondo per le emergenze, il prossimo passo è quello di tenere da parte una quota che assicuri una rendita previdenziale.

 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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