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Le regionali in Basilicata e le non notizie

Gli organi di informazione sono totalmente monopolizzati dall’ex duopolio che per decenni ha gestito la politica italiana.

Non una gran sorpresa, invero, ma ormai è quasi tenero constatare come certe testate additino clamorose sconfitte del  M5S perfino quando queste si profilano come successi.

I dati definitivi delle elezioni regionali della Basilicata sono quelli qui di seguito:

Vito Bardi (Presidente eletto della Regione Basilicata)
124.716 voti
42,2%
LISTA SEGGI %
Lega Salvini Basilicata 6 19,1
Forza Italia Berlusconi per Bardi 3 9,1
Fratelli d’Italia 1 5,9
Idea – un’Altra Basilicata 1 4,2
Basilicata Positiva Bardi Presidente 1 4,0

 

Carlo Trerotola
97.866 voti
33,1%
LISTA SEGGI %
Avanti Basilicata 2 8,6
Comunità Democratiche – Partito Democratico 2 7,8
Progressisti per la Basilicata [*] 4,5
Partito socialista italiano (Psi) 3,8
Basilicataprima Riscatto 3,4
Lista del Presidente Trerotola 3,3
Verdi Realtà Italia 1,9

 

Antonio Mattia
60.070 voti
20,3%
LISTA SEGGI %
Movimento 5 Stelle 3 20,3
Leggendo o ascoltando le varie rassegne stampa del mattino, in Italia, le analisi sono le più strampalate, tutte comunque tese ad additare come clamorosa sconfitta e crollo ormai irrefrenabile dei Cinque Stelle. Per la stampa mainstream in Lucania, e per estensione in Italia, ormai il M5S è alla frutta. Preludio della grande battaglia delle Europee, che potrebbero vedere l’annegamento definitivo del Movimento.

I dati che abbiamo riportato sopra, però, indicano tutt’altro.

Scevra di ogni analisi di merito sull’azione politica del partito guidato da Di Maio, una constatazione sensata, ma assente sui media generalisti, sarebbe stata che il Movimento 5 Stelle si è presentato a questa elezione regionale, come ad ogni altra elezione, in una lista unica, senza alleati. Il Movimento 5 Stelle ha raggranellato il 20 per cento dei voti e pertanto si conferma come il primo partito nella regione, superando di più di tremila voti la Lega. La conferma di tale asserzione sta semplicemente nei dati di cui sopra.

Cosa hanno fatto gli altri partiti?

Le solite truppe cammellate si sono presentate compatte con le stampelle di liste civetta acchiappavoti, cinque per il centrosinistra e ben sette liste del genere per il centrodestra. Eppure i votanti sono stati solamente un numero piuttosto basso rispetto agli aventi diritto, e hanno dovuto scegliere tra decine di liste. Naturalmente, in una condizione del genere, qualcuno può essere disorientato, e perfino sbagliare il voto.

L’affluenza e il giubilo senza motivo delle testate.

Nemmeno seicentomila gli abitanti, un’affluenza che, pur cresciuta non è certo un boom, come titola Repubblica, per esempio. Non si può certo gioire per un’affluenza del 53,6%. Eppure la maggior parte delle testate celebrano un giubilo l’aumento del 6% dei votanti. Non una terra di elettori modello, la Lucania.

Pochi accenni, da parte della carta stampata, sulla caduta del centrosinistra dopo un quarto di secolo di governo ininterrotto della regione, con le famose promesse di farla divenire in breve tempo la regione più ricca d’Italia a causa delle riserve petrolifere. Intanto il mondo si evolve verso l’elettrico e la Basilicata resta al palo. Ci si può ben immaginare cosa significhi un quarto di secolo della stessa gestione, con gestione del voto, amicizie, nomine, assunzioni et similia. La lista singola del PD è crollata dell’80%, quella del centrosinistra del 50%, passando dal 60% al 30% dei ‘consensi’.

Quest’articolo, mi rendo conto ancora una volta, più che un’analisi politica sul voto in Basilicata, è uno strozzato lamento – l’ennesimo – sulle condizioni della stampa nel nostro paese.

Di Federico Altea

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