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Gommista che ha ucciso moldavo armato di piccone: doveva disfarsi del cadavere?

In Italia difendersi nella propria proprietà quando un pericoloso latitante armato di piccone vi penetra a notte fonda può metterti nei guai. La fiducia nella giustizia italiana ai minimi storici.

La vicenda è nota e arcinota. Ve la riassumiamo in poche righe:

Fredy Pacini, gommista di 57 anni, aveva subito l’ultima effrazione nell’officina di sua proprietà a marzo. Ha fatto due calcoli: solo dal 2014, ha capito i malviventi gli avevano portato via beni e denaro per un valore di circa 200mila euro. La difesa della sua proprietà ora lo porta necessariamente a difendersi (pagando) in Tribunale.
Nel servizio mandato in onda da Teletruria si vedono il lettino ed il divano posti nell’ufficio, sul soppalco del capannone. “Dal 2014 – dice Fredy – vivo qui dentro per tutelare quello che sto facendo e quello che non voglio mi venga portato via. Sono davvero esasperato.Vivo un incubo da quattro anni. Nel 2014 ho subito sette furti e ho deciso di traslocare. Ho una casa in paese, a Monte San Savino, dove vive il resto della mia famiglia. Ma io vivo praticamente dentro al negozio, per il terrore dei ladri. La mia vita è stata stravolta: non esistono ferie, non ci sono vacanze. Ed è dura tanto per me, quanto per i miei familiari”.
Interrogato dal pm di Arezzo Andrea Caludiani, il 57enne ha raccontato di come fosse nel pieno del sonno quando di soprassalto l’ha destato il rumore di vetri rotti della finestra divelta con un piccone dai ladri. Spaventato, ha visto due “soggetti dal volto travisato” e – spaventato – ha esploso un colpo, centrando un 29enne moldavo, pur avendo mirato alle gambe.

Piuttosto che soffermarsi in ardite – e inutili – analisi giuridiche e sociologiche, Elzeviro.eu ha lanciato un sondaggio sulla sua pagina Facebook:

La domanda lanciata è la seguente:

 Il gommista che a Monte San Savino (Arezzo) ormai vive barricato in officina spara alle gambe e uccide un moldavo di 29 anni che è entrato a notte fonda con un piccone in mano. Non risponde alle telefonate di Salvini, è sconvolto per avere ucciso una persona, non voleva uccidere.

Viveva assediato in officina.

Aveva subito 38 furti. I CC dicono che avrebbe denunciato “solo” 4 furti. Come se denunciare 4 furti non fosse sufficiente per sollecitare l’intervento dello Stato. Naturalmente i giornali parlano di bufala del gommista. In realtà è chiaro che vista la scarsa fiducia riposta, non si sia proceduto a denunziare tutti i furti e furtarelli che non facevano dormire la notte il gommista, che invece di passare le giornate a far la coda per fare la denuncia, magari, deve lavorare… Ma alcune testate, come TPI, forse non carpiscono il concetto.

Ora, considerati i guai giudiziari e l’indagine per eccesso per legittima difesa che dovrà subire il gommista Fredy, la domanda è:

“NON AVREBBE FATTO MEGLIO – PER LE SUE CONSEGUENZE PERSONALI – A DISFARSI DEL CORPO E NON FARE USCIRE LA NOTIZIA?”.

E se siete per il No invocando la certezza del diritto e della pena, pensate… Se la giustizia non funziona si regredisce, anche fino alla legge del taglione, che è già una prima forma primordiale di giustizia, come insegna il diritto romano. Il reato di occultamento di cadavere, come ci ha indicato un lettore, è comunque da tenere in considerazione.

I risultati tendono nettamente per il , a conferma del fatto che la fiducia nella giustizia e nello Stato è piuttosto bassa, tanto da legittimare azioni con riflessi penali per scongiurare di essere accusati di qualcosa che dovrebbe essere totalmente legittimo e giustificabile: difendersi nella propria proprietà quando un pericoloso latitante armato di piccone vi penetra a notte fonda.

#ladifesaèsemprelegittima

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