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Manifestanti anti-caccia: “Diritti civili per gli animali”


TORINO – Hanno manifestato ieri in un migliaio da Porta Susa contro la decisione arrivata dai piani alti della Regione di annullare il referendum abrogativo per limitare la caccia in Piemonte. La protesta era composta più che altro da animalisti provenienti da tutta Italia, ai quali si è aggiunta una forte componente di opposizione di Palazzo Lascaris, assegnando un connotato politico ad una battaglia che non dovrebbe averne.

La protesta, infatti, più che anti caccia è stata anti Lega e anti Cota, anzi gli animalisti hanno chiesto a gran voce le dimissioni del Presidente della Regione, non si sa in base a quale criterio democratico. La data scelta era simbolica, in quanto proprio ieri si sarebbe dovuto tenere l’agognato referendum, votazione che ricordiamo sarebbe pesata sui contribuenti la bellezza di 22 milioni di euro. Ma di questo poco importava ai manifestanti di ieri, intenti a sbraitare per richiedere dei fantomatici ” diritti civili” per gli animali.

Quando nel mondo esistono milioni di esseri umani che non godono di tali diritti, c’è chi preferisce accollarsi la difesa di un pavone piuttosto che un tasso, ma in fondo i gusti son gusti.

Presente anche un certo Alberto Perino, già noto per le vicende No Tav, il quale si dichiara vegetariano da 40 anni ( già cosa difficile a credersi) e da sempre in prima linea contro il tiro al piccione. Altro che tiro al piccione, questo referendum sarebbe stato un tiro al portafoglio, quello nostro.

di Gabriele Tebaldi

Di Redazione Elzeviro.eu

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