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Whatsapp, selfie e social alla guida: così la maggior parte degli incidenti stradali

Aumentano i rischi: per l’Aci 3/4 degli incidenti da attribuire alla disattenzione dovuta a strumenti elettronici.

Proprio mentre il ministro Minniti annunzia in pompa magna la previsione dell’inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi viene sorpreso alla guida intento nell’uso del cellulare, con raddoppio dei punti tolti in caso di recidiva, nuovi studi dimostrano quello che già si sapeva, ma lo fanno oltre ogni dubbio: l’utilizzo del telefonino è un rischio abnorme per il guidatore, e pertanto dev’essere bandito coattivamente.

Sanzioni più severe pure nei confronti di chi viene colto a condurre in stato d’ebbrezza (il ministro della Giustizia Orlando stia attento!)

Le rilevazioni precedenti dimostravano che adoperare il cellulare guidando l’automobile aumentava di quattro volte le possibilità di creare un incidente stradale rispetto a quelle a cui vanno incontro i guidatori cauti. Il rischio nemmeno veniva scongiurato, ma solo ridotto, seppur sensibilmente, da viva voce, nonché di auricolari e altri ingegni che permettano la libertà di movimento di ambo gli arti del guidatore.

Il fattore rischio per un guidatore sarà comunque sempre ampliato dalla distrazione dovuta ad una conversazione. Scongiurare una discussione o una conversazione in macchina, tuttavia, è pura fantascienza, tanto più in viaggi di una certa lunghezza.

Con l’evoluzione della tecnologia e l’ingresso nel quotidiano dei complessi smartphone, la furbizia “smartness” degli utenti, tuttavia, sembra rimasta al palo: aumenta la tentazione di scorrere la home di Facebook, le ultime foto di Instagram di amici e star, i cinguettii di star e politici, eccetera. La peggiore mania, poi, è quella dei selfies alla guida, di cui parlammo in occasione dell’assurda morte della giovane Courtney Sanford.

Anche rispondere a messaggi su Whatsapp, pur “solo” inviando audio, può essere letale. Qualche giorno fa una ragazza guidava davanti a chi scrive su un’autostrada a due corsie, pareva ubriaca, a cavallo delle corsie, come un serpente: sorpassandola la scoperta che, ridendo, stava inviando e ricevendo vocals, telefono alla mano. Un comportamento che non differisce, invero, da una telefonata senza auricolare o vivavoce, ma con messaggi in lieve differita…

Nel 2003 l’Istituto Superiore di Sanità nel rapporto “Aspetti sanitari della sicurezza stradale” riportava che una 759 universitari, dai 19 ai 30 anni, interpellati da un questionario, dichiarava di usare il cellulare mediamente 2,5 volte al giorno mentre impegnati alla guida della propria auto.

Nel 2016 l’Automobile Club d’Italia, constatato come il rischio sia sensibilmente maggiore tra coloro che sono abituati a vivere cellulare alla mano, ha prodotto una campagna di sensibilizzazione indirizzata ai più giovani utenti della strada, a seguito della scoperta, invero molto interessante, che individua proprio nel 75% degli incidenti stradali, i tre quarti di tutti gli incidenti stradali (sic) la causa dell’uso del cellulare alla guida. Anche se non sono mancate le voci contrarie, come quella degli Amici della polizia stradale, un’associazione che comunque, al di là delle cifre, propone addirittura il sequestro del dispositivo nei confronti di chi venga beccato in flagranza. Disaccordo dunque sulle cifre (l’ASAPS ritiene che annoverare in un misero 25% tutte le cause d’incidente che non siano causate da smarphone sia riduttivo), ma non sulle reazioni dell’ordine pubblico, che devono essere decise e pronte.

Di Federico Altea

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