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Chirurgia estetica delle mie brame, chi è la più bella del reame?

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Egocentrismo o dismorfismo? Quando l’ossessione diventa patologia.

Imbattendosi in ‘Dr. 90210’, programma televisivo americano, ci si può rendere conto con quanta spensieratezza le persone ricorrano alla chirurgia plastica. Robert Miguel Rey Junior, noto come Dr. Robert Ray, è un famoso chirurgo plastico di origini brasiliane che nel suo studio di Beverly Hills compie veri e propri miracoli grazie a bisturi e siringhe ricolme di botulino.

È bizzarro il fatto che si faccia attenzione che i barattoli siano correttamente conservati, ma non di riempire la nostra faccia con uno dei veleni più pericolosi al mondo, il botulino, con il quale abbiamo un rapporto di amore/odio. Avere le labbra carnose è un ‘must have’ e diventa, per coloro che lo considerano un connotato di estrema bellezza e sensualità, una priorità anche sulla stessa salute. In ogni caso, non è tanto la figura di Dr. Robert o la pericolosità del botulino l’oggetto di questo articolo, bensì il crescente bisogno di apparire da parte di persone sempre più giovani.

Facciamo un piccolo passo indietro e chiediamoci quando nasce la chirurgia plastica.

Non molte persone sapranno che trova le sue origini nel lontano 400 a.C, fenomeno a noi noto grazie a testi Indù all’interno dei quali vi era narrata la ricostruzione di nasi, orecchie e labbra. Quali motivazioni portavano a questo tipo di interventi? Si narra che fosse consueto amputare parti facciali del nemico, perciò possiamo dire che la chirurgia sia nata in tempi lontani come tecnica di ricostruzione mediante interventi primitivi e poco sicuri. Nonostante le origini, tuttavia oggi si entra a contatto con la chirurgia per motivi ben diversi.

Immagine estrapolata dal cortometraggio Supervenus di Frederic Doazan

Prima di sottoporsi a un intervento estetico bisognerebbe tener conto dell’alto rischio di infezioni, soprattutto quando si tratta di inserire corpi estranei, quali protesi, all’interno del proprio corpo.

Nel XXI secolo, più precisamente nel 2011, ben 820.000 persone hanno modificato il proprio corpo e, secondo un’inchiesta pubblicata dal celebre giornale britannico ‘The Economist’, l’Italia conquista il podio, con il terzo posto, dei paesi che più ricorrono alla chirurgia estetica. Sono dati quantomeno impressionanti considerando che i numeri non diminuiscono, bensì aumentano di anno in anno.

Se un tempo Marylin Monroe, regina indiscussa delle misure perfette (per chi non lo sapesse le tanto amate 90-60-90), faceva impazzire gli uomini di tutte le età grazie alle sue curve naturali, oggi vi è una progressiva omologazione verso un corpo che più si avvicina alla perfezione secondo canoni surreali. Per quanto sia influente il fenomeno ‘curvy’, la 38 rimane la taglia più ambita da donne e ragazzine e, nonostante i fanghi a base di alghe conosciute per le loro proprietà contro la ritenzione idrica, la cellulite l’abbiamo tutti.

Sappiamo di non essere perfetti, ma non riusciamo ad accettarlo.

Il problema è che siamo tutti abituati a vedere sui giornali donne perfette, che altro non sono che figlie di Photoshop e della chirurgia plastica. Crediamo di controllare l’invecchiamento della pelle con creme a base di acido ialuronico, che ci sia quindi una soluzione per tutto, ma siamo semplici vittime dell’apparenza e probabilmente troppo egoisti per capire che sarebbe molto più semplice accettare che non si rimane giovani per sempre.

‘Mi raccomando non mi tolga le rughe, ci ho messo 50 anni per averle’ dice Anna Magnani, musa del cinema italiano, al fotografo che la sta ritraendo. L’attrice vedeva così le proprie imperfezioni, come racconto di una vita sulla propria pelle. Rughe di espressione che avvolgono una risata o accompagnano le lacrime lungo un viso che di emozioni ne ha viste tante. Forse i tempi sono cambiati e con essi anche i valori legati alla sacralità del proprio corpo.

Oggi le rughe di espressione non sono un vanto, bensì un problema.

Ecco che su Instagram, social ormai noto e saturo, compaiono filtri che stravolgono i tratti del viso. Uno di questi è ‘Holy Natural’, che di naturale ha ben poco, che mette in evidenza gli zigomi e gonfia le labbra secondo una forma propria di un canotto.

Crescono così i casi di disturbo da dismorfismo patologico, patologia che si manifesta maggiormente nel corso dell’adolescenza e che colpisce circa il 2-3% delle persone su scala mondiale. Il soggetto affetto da dismorfismo riporta un’eccessiva preoccupazione per il proprio corpo, in particolare delle proprie imperfezioni, che porta a limitarne la vita sociale, personale e lavorativa. Si incappa così nell’utilizzo di filtri su Instagram, caso meno grave, per arrivare poi all’uso smisurato e inconsapevole della chirurgia estetica.

Ecco che forse prima di sottoporsi tempestivamente a interventi non poco invasivi bisognerebbe indagare sulla propria salute psico-fisica e non essere accondiscendenti, nel caso di genitori che autorizzano interventi di natura estetica di figli minorenni, rispetto a quello che potrebbe sembrare un semplice desiderio che nasconde una gravissima insicurezza nonché un’estrema richiesta di attenzioni.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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