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Si scrive lockdown, si legge “arresti domiciliari”

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Si scrive lockdown, si legge “arresti domiciliari”. O, se preferite, reclusione imposta dal potere. Che la giustifica, com’è evidente, con la questione dell’emergenza.

di Diego Fusaro

Lockdown, però, suona cool: come sempre avviene con il nuovo latinorum, l’inglese dei mercati finanziari, acquista un tono insieme cool e autorevole. Cool, perché dà l’idea di un’esperienza in sé buona, a fin di bene, magari anche eccitante.

Autorevole, perché l’inglese dei mercati è il verbo della verità: come quando i padroni del discorso dicono austerity anziché austerità o spending review anziché tagli alla spesa pubblica. È la lingua del potere, lo sappiamo: la lingua che cade dall’alto e colpisce senza pietà tutti quelli che stanno in basso, con l’illusione, però, che sia qualcosa di in sé buono ed entusiasmante.

Tale è, appunto, il lockdown: una pratica di incostituzionale reclusione dei cittadini, in un baleno mutati in reclusi, in prigionieri senza colpa, privati delle loro libertà fondamentali.

Il virus è l’alibi perfetto

quello che permette al potere di renderci schiavi e, di più, di indurci ad accettare le catene con ebete euforia. Pensando che siano per il nostro bene, per la nostra libertà futura. Ma l’ho detto e lo ridico: mai fidarsi di chi, in nome della libertà futura, ci toglie quella presente.

E ancor meno dei mentitori che dicono che in nome della salute si può rinunciare alla libertà: la libertà è il bene più prezioso, come anche insegna la dialettica di servo e signore tratteggiata da Hegel. Il servo è colui che rinunzia alla libertà, per fare salva la vita. Ecco, ci stanno trattando come servi: né più, né meno. È il modus operandi del nuovo ordine terapeutico globalista, della nuova dittatura sanitaria: che in nome della nuda vita ci toglie ogni diritto, ogni libertà.

L’ha detto bene anche Agamben

e ovviamente contro di lui ha tuonato la corrottissima congrega dei filosofi, una comunità che dalla ricerca socratica della verità è passata a quella immonda della produzione di quadri ideologici di sostegno del potere. Intanto loro approfittano della situazione e della nostra reclusione, pardon del nostro lockdown : loro, i signori di un governo giallofucsia che risponde alla UE e al capitale, non al popolo e a chi lavora.

E che anzi ha il compito di colpire senza pietà popolo e lavoratori. In nome del capitale multinazionale e finanziario. È lotta di classe, è evidente: ed è chiaro, guarda caso, da che parte combatte il virus, per conto di chi e a beneficio di chi.

 

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