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Potere al popolo

Ormai da qualche giorno si sussegue un blaterare scomposto, tutto basato su uno studio prodotto dal Censis, che riporta come almeno la metà degli italiani sarebbe favorevole ad un “uomo forte al potere”.

E via le elucubrazioni intellettuali dell’Augias, su come l’uomo di destra si basi sull’istinto, come se fosse un passo oltre l’evoluzione dal babbuino, mentre l’uomo di sinistra soffochi l’istinto (pure, bene esistente) in variegate e profonde riflessioni intellettuali, derivanti forse – implicito – da un intelletto più sviluppato?

Razzismi intellettuali (o no) a parte, la cosa che stupisce oltremodo è che, tra tutti gli sguaiati commentatori, alcuno si dimandi per qual motivo il pubblico sia così a favore di un personaggio risoluto e determinato alle redini del paese?

E` più importante, per la stampa mainstream, elucubrare da una comoda poltrona sugli eventuali rigurgiti di fascismo, nazismo, nazionalismi et similia, piuttosto che soffermarsi a riflettere sul motivo per cui il popolo (parola che ormai ha il sapore che aveva la parola Patria per la sinistra del primo dopoguerra: una bestemmia) così voglia.

Sono anni che s’insulta il popolo,

che vi s’adduce un -ismo spregiativo e si insulta, forse inconsapevolmente, la democrazia, il demos che governa. Evidentemente la elitocrazia tanto voluta e ricercata dai produttori di fiumi di carta e inchiostro, letta solo da chi non ha un cazzo da fare, è l’unica forma di governo rassicurante per chi vuole mantenere i propri privilegi.

Nessuna domanda sorge, nelle menti dei commentatori da operetta, sui motivi che stanno spingendo il folle popolino ad asserragliarsi compatto contro la dittatura europea, in difesa dello stato (oggi chiamato stato nazionale, come se vi fosse uno stato ultroneo, che si sta formando, di cui non siamo ancora consapevoli, noi – poveri stronzi).

Per usare le parole del nostro amico Giuseppe Masala,

magari sarebbe stato meglio chiedersi quanto possa aver influito la decisione folle di sottoporsi alla dittatura burocratica europea che ha imposto un folle modello export landing basato sulla deflazione salariale e sul darwinismo sociale permanente.

Il popolo è populista, il popolo è populismo.
Invero, il popolo è la patria. E di ciò l’elitocrazia benpensante e buonista ha una paura matta. Potere al popolo.

Di Redazione Elzeviro.eu

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