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Pensieri rubati

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PENSIERI PESCATI QUA E LA’ , IL 13 FEBBRAIO

1) “Nella storia del pensiero economico esiste una linea che va da Hume a Popper e che attraverso la scuola austriaca propone il valore della persona come punto centrale della società e quindi dell’economia come sua componente essenziale. E’ evidente che l’uguaglianza non sarà mai raggiunta, la natura stessa detta differenze spontanee, ma sono differenze modellabili, smussabili se ai vizi privati si corregge con pubbliche virtù, ossia con uno Stato che, come un medico attento o come un buon samaritano aiuti i più deboli, alleviando le difficoltà a vivere. Ma quando lo Stato giunge a tassare anche i più miseri perchè ha lo scopo recondito di sovvenzionare le banche disastrate dai loro giochetti finanziari, allora lo Stato, questo Stato, non ha più ragione di esistere. “
G.R.V.
2) “Oggi chi lavora in proprio, deve fare il boia e l’impiccato e deve sottostare a tutti gli obblighi di norme emanate in pieno accordo dai governi di sinistra con i sindacati della Cgil, Cisl e Uil… Norme che ne stabiliscono l’applicazione su tutto il territorio a livello nazionale, quindi senza guardare ai problemi delle singole aziende e soprattutto a quelli degli artigiani e dei commercianti. Per cui specialmente artigiani e commercianti, non essendo minimamente tutelati, nella maggior parte dei casi hanno dovuto diminuire il personale fino a lavorare solo più con i familiari e quindi sottostare ad orari impossibili. Quando nel pubblico impiego molti non sanno come trascorrere le ore quelli che lavorano e si impegnano lavorano anche per gli altri.
Ne è conseguita la sistematica distruzione del più grande CAPITALE d’Italia, il LAVORO.
Contemporaneamente nel pubblico impiego si è passati ad assumere senza una minima programmazione, ma solo per creare posti di lavoro.
I costi di queste manovre sono andati a pesare sul popolo.
Gli imprenditori si sono visti, con il trascorrere del tempo, aumentare sempre di più i costi della mano d’opera e quelli di gestione delle loro aziende.
Per cui specialmente artigiani e commercianti hanno dovuto diminuire il personale fino a lavorare, come detto, solo più fra familiari e quindi sottostare a orari veramente inconcepibili umanamente, senza (o con sempre meno) utili e strozzati dalle tasse.
Nel pubblico impiego, per colpa di una politica dissennata, molti dipendenti non sanno come far passare il tempo, ma ci sono anche quelli che lavorano e si impegnano senza vedersi per niente gratificati.
Solo con una politica che permetta di nuovo a chi rischia in proprio di essere libero delle sue scelte, sollevato dalla pressione fiscale attuale che dovrà essere portata a non più del 25 %, avremo finalmente una ripresa a livello economico e sociale.
Quindi è necessario azzerare con una sanatoria che tolga tutte le more, gli interessi e i vari balzelli imposti solo per fare cassa a favore dello Stato .
Bisogna inoltre eliminare enti inutili, primo su tutti Equitalia che, addirittura, prende una provvigione sui versamenti dei contribuenti.”
P.G.
3) Il più pessimistico: “Con 14 milioni di pecore che guardano Sanremo, non c’è speranza alcuna di cambiare!”
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Di Redazione Elzeviro.eu

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