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Il compleanno dei giornalisti

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Nel giorno del cinquantesimo anniversario della costituzione dell’Ordine dei giornalisti, un giorno che dovrebbe essere di festa, per un mondo sempre più grande e variegato, che comprende chi si diletta e chi ci mangia, nel quale la competizione stimola l’inventiva e forme nuove ed ibride (come la nostra) di informazione andrebbero accettate, incrementate e tutelate, Napolitano se ne esce con un inopportuno panegirico contro la categoria.
Il Presidente della Repubblica ha ricevuto questa mattina al Quirinale una delegazione dell?Ordine dei Giornalisti in occasione dei 50 anni della legge istitutiva dell?Ordine. Dopo l?indirizzo di saluto del presidente del Consiglio nazionale dell?Ordine dei Giornalisti, Vincenzo Iacopino, le testimonianze della direttrice di Radio Siani, Amalia De Simone, e dell?ex direttore di Canale 8, Gaetano Gorgoni, è intervenuta il ministro della Giustizia, Paola Severino. Al termine il Presidente Napolitano ha rivolto un saluto augurale.
A margine di tale ricevimento, però, non sono mancate le critiche, da parte del Capo dello Stato all’uso indemoniato di notizie infondate e di intercettazioni da parte dei giornalisti, che, nella smania di dare la notizia (di fare informazione), pubblicano talvolta qualcosa che si ritiene successivamente infondato. Chi scrive plaude, nella celebrativa giornata di oggi, ai giornalisti che hanno il coraggio di osare, di sbagliare, e la giustezza morale e giuridica di porre eventuali correzioni e rettifiche nei numeri a seguire. Solo osando, come fa, ad esempio il (futurista) Fatto quotidiano, si può, con l’accompagnamento di opinioni forti ed intransigenti, con un concetto rigido di giustizia e di diritto all’informazione, far evolvere una categoria stantia e logora, assiepata e seduta su rimborsi non realmente proporzionati con il numero delle vendite. 
Vero è che un giornale come il Foglio, nonostante venda molte meno copie del Fatto, è di un livello totalmente superiore, ma si tratta di un giornale elitario, non di massa, per nulla di consumo. Un giornale di consumo deve parlare di tutto, deve essere economico e corposo, e non un foglio, bellissimo e di stile ottocentesco quale è il nobile ma poco florido giornale di Ferrara, foglio che serve a chi, già informato, voglia leggere opinioni arzigogolate e belle, per un solletico della mente che potrebbe altresì ottenersi da un saggio filosofico, ad esempio.
A Napolitano non si contesta la critica giusta dell’uso sproporzionato di quelle notizie che poi si rilevano magari infondate, ma la sua intransigenza in materia: errare humanum est, salvo poi rettificare. Inoltre gli si contesta l’inopportunità di redarguire una categoria nel giorno del suo tenero genetliaco ed infine si contesta severamente la chiusura di un occhio, ma anche di due, sulla categoria più protetta (prediletta?) dei magistrati: ma da chi pensate che provengano certe soffiate che i giornalisti, talvolta con stupendo sensazionalismo, schiaffano sui beneamati giornali?
Auguri, Ordine dei Giornalisti.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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