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Giornata della Memoria per le vittime dell’economicidio capitalista

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Si avvicina la data dedicata alla Memoria dei milioni di ebrei morti di stenti nei campi di concentramento allestiti dai tedeschi in Europa.

Ricordare per non ripetere. Questo dovrebbe essere il senso della giornata. Eppure nel corso degli ultimi sessant’anni si è potuto vedere come le stesse vittime di quelle ingiustizie siano diventate carnefici. Occupazione illegittima di territori, palestinesi, e segregazione in base all’etnia e alla religione sono all’ordine del giorno dell’attuale governo israeliano Netanyahu e sono state i diktat di Tel Aviv dal 1948, anno di fondazione dello Stato di Israele.

Per qualsiasi persona dotata di raziocinio e conoscenza la Giornata della Memoria ha dunque perso del tutto la sua utilità. Sarebbe dunque più consono affiancare o addirittura sostituire una Giornata che è ignorata dalle stesse vittime, con la memoria di chi continua a subire le ingiustizie dei padroni di turno.

Una Giornata mondiale che ricordi le vittime dell’economicidio capitalista. Ovvero quel perverso crimine contro l’umanità che ha portato otto persone a detenere le stesse ricchezze di 3,6 miliardi di dispearti, come un recente rapporto di Oxfam ha raccontato. 3,6 miliardi di persone messe insieme riescono a comporre il patrimonio di 8 persone. Un genocidio economico. Le vittime del capitalismo continuano ad aumentare in maniera esponenziale a seguito della finanziarizzazione dell’economia. Se prima infatti la vittima era almeno “salariata”, oggi, sostituita da macchine, è diventata “immigrata e disoccupata”.

Le vittime del capitalismo finanziario sono in tutto il mondo. Sono i minori che lavorano nelle piantagioni dell’Andra Pradesh in India. Sono le famiglie indonesiane costrette a vivere nelle bidonville di Djakarta. Sono i latinos che vanno a fare la spesa nei supermercati di Caracas con valigie piene di denaro svalutato.

E i carnefici? Hanno nomi e cognomi. C’è George Soros, speculatore internazionale che fece quasi fallira la Banca d’Inghilterra, mentre oggi con la sua rete di Ong gioca a fomentare le rivoluzioni colorate nel mondo. Soros ha messo lo zampino anche in Siria ed è dunque responsabile della distruzione materiale e sociale di quel Paese.

Ci sono le grandi banche d’affari internazionali. Goldman Sachs e Jp Morgan su tutte hanno contribuito alla crisi dei mutui subprime del 2008. Queste due banche oggi fatturano più di prima, mentre la massa di disoccupati creati da quella crisi continua ad aumentare. Ci sono le organizzazioni internazionali, come Ue e Wto che perseguono politiche di abbatimento di frontiere, dazi e dogane. Una manna dal cielo per chi vuole delocalizzare, speculare e sfruttare l’immigrazione. I danni materiali e le vittime sono incalcolabili.

Qualcuno ha provato a quantificare la perdita euroamericana dopo il 2008 in qualche trilione di dollari. Uno scempio di cui non vi è ancora piena consapevolezza. Proprio per questo è necessaria la Memoria di quanto sta accadendo. Una giornata contro questo modello disumano e disumanizzante.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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