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Pokemon Go: nuovo livello di cretinismo globale

C’è chi l’ha criticato vedendo in esso la mano del capitalismo spione, come il miliardario Oliver Stone, fervido controcorrentista che però ha arricchito il suo portafogli a pane e Hollywood. C’è chi è stato multato, come quei due giovani di Padova che guidavano il motorino senza documenti e che nella denuncia dei Carabinieri hanno spiegato “eravamo a caccia di Pokemon”. C’è chi si è fatto rapinare, finendo nei luoghi dell’integrazione.

In pratica si va in giro con lo smartphone e si catturano i finti animaletti che si trovano disseminati per strada, sulle strade vere, segnate col GPS. Un nuovo metodo per scaricare la batteria del cellulare, ma anche per divertirsi: il momento della cattura non è così scontato, e si possono incontrare altre persone che stanno giocando, sfidandole per strada.

Inutile dire della pericolosità di un gioco per la cui registrazione è sufficiente il proprio profilo Google. Vengono in mente mille modi per delinquere e truffare attraverso l’utilizzo di questo videogioco. La Nintendo avrà molte gatte da pelare, ma il suo titolo è schizzato in borsa: sono i soliti genietti che, con molte meno risorse di Sony e Microsoft, riescono sempre a spuntarla. Il gioco per loro, è il caso di dirlo, è valso la candela.

C’è chi starà ancora tutto il giorno attaccato al telefonino, ma almeno sarà all’aria aperta. Un merito la Nintendo pertanto ce l’ha: è riuscita a fare uscire di casa centinaia di nerd che da anni vedevano come unica luce la retroilluminazione del proprio monitor. Finché non vengono rapinati, perlomeno.

Di Redazione Elzeviro.eu

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