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Cina: la rivolta degli operai dell?Iphone

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La fabbrica Foxconn, sita nella provincia dello Shanxi in Cina, oggi resterà chiusa. Tale stabilimento è stato ieri sera teatro di scontri che hanno coinvolto DUEMILA dipendenti, provocando il ferimento di quaranta persone. La notizia è stata divulgata dalla società stessa. Un numero imprecisato di operai è stato arrestato. Le notizie sono frammentarie: dalle brevi immagini e commenti che appaiono sui social, si apprende il corpo della notizia, ma non ci sono dati sapere i dettagli, con la mano della censura governativa che elimina tutto dopo pochi minuti.

La fabbrica assembla e costruisce (fa, nel senso di to make) prodotti Apple. È risaputo che Apple è particolarmente affezionata alla modalità di incidere su tutti i suoi prodotti “designed in California, assembled in China“, il che vuol comunque dire che il 100% del to make riferito al prodotto singolo è stato fatto in Cina.

Migliaia di lavoratori intorno alle 10 di sera ora locale, normale orario lavorativo da quelle parti,  hanno manifestato nel compound dell?azienda, e la protesta vera e propria è fermentata al momento in cui un poliziotto ha colpito un dipendente.

L?azienda è già tristemente nota per un susseguirsi impietoso di suicidi che ha coinvolto i suoi dipendenti negli anni passati, a causa delle spesso impraticabili condizioni di lavoro. Ottantamila persone sono impiegate in quello che è uno dei maggiori impianti produttivi dell?azienda fondata da Steve Jobs: anche questo ultimo prodotto Apple, l?Iphone 5 in questo momento colà assemblato, è , se non macchiato, perlomeno opacizzato dalle sofferenze e dal sangue di una popolazione sottomessa, dagli accordi commerciali con la dittatura, il tutto spinto dalla irrefrenabile volontà di sollazzo dei comodi e panciuti popoli occidentali. Almeno che si sappia?

Freddie

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Di Redazione Elzeviro.eu

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