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Morte: ponte o abisso?

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“Non si sa di quale mondo sia sigillo la lapide” soleva dire Borges. Infatti la morte non è umanizzabile, perché è un disorganico inumano. Per qualcuno è la fine di tutto, per altri l’inizio di un nuovo mondo. L’unica cosa certa è che nessuno esce vivo dalla vita: lo scoccare dell’ora X è un gong che non si può evitare. La morte è un evento ineluttabile che costituisce il passaggio tra il tempo e l’eternità. 

Lo spartiacque è la fede.

“La fede ti salva, non legno di barca” disse Gesù ai suoi discepoli terrorizzati dalla tempesta che aveva travolto il lago di Tiberiade. (1)
“……. beati coloro che pur non avendo visto crederanno……”
Ma anche Cristo in agonia (2) sulla croce lottò con la paura della morte:
“Elì Elì lamà sabactàni” (3) … poichè come uomo, nemmeno Lui capiva il mistero del padre.

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( 1) Nel 1985 è stata trovata ( a causa del prosciugamento del lago di 
Tiberiade) la barca di Gesù ( che ora si trova nel museo di Galilea).
( 2) Il termine agonìa deriva dal greco : lotta.
L’agone era una specie di arena , dove si svolgevano i combattimenti.
( 3) I termini aramaici significano : Dio mio Dio mio , perché mi hai 
abbandonato ?”
Attualmente l’aramaico, che Gesù parlava con gli amici ed i parenti, si parla solo più nella parte vecchia di Gerusalemme ed in una parte della Siria. Un tempo si parlava in tutta la Galilea.

Giuseppe Franchi 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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