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Perché stare con Putin

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Dal 1943 ad oggi è diventato dogma indiscutibile stare dalla parte dei liberatori. In fondo quella promessa di ricchezza e democrazia, condita da jeans, sigarette e un po’ di Hollywood, pareva un paradiso terrestre agli occhi dei nostri avi appena usciti dai bombardamenti della guerra. Bombe che portavano una sola firma, quella angloamericana. Abbiamo barattato neanche dieci anni di boom economico con la nostra storia, le nostre tradizioni, i nostri valori e anche la nostra dignità.

Siamo stati e siamo tuttora tenuti in scacco da un’ improbabile minaccia atomica prima e da continue minacce terroristiche oggi. Oggi come ieri scelgono sempre loro con chi dobbiamo stare e chi dobbiamo considerare il “cattivo“;  così Putin e la Russia sono tornati ad essere il nemico numero 1. Per le mire espansionistiche della Russia in Ucraina, dicono. In realtà quest’oggi si sta giocando una delle partite più importanti in fatto di energia: gli Stati Uniti non vogliono più tollerare il monopolio che Putin ha in Europa in fatto di gas e petrolio, i famelici yankees hanno bisogno di nuovi sbocchi per un mercato costantemente in eccedenza (dato che i consumatori americani non hanno neanche più i soldi per pagare il mutuo sulla casa).

Perché dunque stare dalla parte di Putin? Perché la perdita di un simile fornitore ci porterebbe a pagare il nostro approvigionamento d’energia al doppio del prezzo attuale. Perché le ingerenze di Putin in Ucraina sono in parte legittime, essendo la regione orientale ucraina a maggioranza russofona e disposta alla secessione (mentre le ingerenze in Cecenia, quelle si gravi e deprecabili, non hanno mai portato alla benché minima reazione degli States). Perché la Nato non serve e non rappresente più nulla, se non la volontà egemonica degli Stati Uniti verso i suoi “alleati” europei. Perché Putin ha dimostrato di saper gestire in maniera saggia le complicate relazioni con i paesi arabi, mentre lo stesso non lo si può dire di Obama, che continua ad armare miliziani e terroristi rendendo sempre più instabile l’area mediorientale (anche qua con l’obiettivo energetico).

Putin è il nostro alleato naturale, anche perché la Russia ed i russi sono molto più vicini a noi europei per carattere, storia e tradizioni, di quanto lo siano quegli abitanti d’oltreoceano. 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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