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Mettere a ferro e fuoco il Brasile

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SAN PAOLO – 
METTESSERO A FERRO E FUOCO IL BRASILE, lo facessero davvero!
Questa è l’invocazione ponderata che non può non scaturire da chi voglia per una volta opporsi allo pseudo-progressismo buonista e falso della classe politica non davvero socialista sudamericana.

Quel Brasile di Lula e di Rousseff che trattiene Cesare Battisti, pluriomicida italiano condannato in contumacia, fatto scappare con la connivenza di un certo radicalismo chic francese con la scusa becera di un supposto intellettualismo da bravo scrittore di thriller che ammanta la figura del terrorista. Avessi vissuto tra le pallottole e sparato a poliziotti, vissuto nel terrore di essere catturato da vero topo di fogna quale sarei, forse anch’io riuscirei a trasmettere la giusta dose di pathos per fare apprezzare le mie righe dai mangiabaguettes e dalla borghesia sinistrorsa col naso all’insù di tutta Europa.

Nella capitale Brasilia, ma anche più su a Belo Horizonte, a Rio de Janeiro, a Porto Alegre, a Curitiba e a Fortaleza fervono le proteste contro il Campionato del Mondo di calcio. Alle manifestazioni smaccatamente politiche si aggiungano gli scioperi nei trasporti e dei servizi pubblici.

Sono già stati spesi 9 miliardi di euro per i Mondiali e le previsioni sono in costante aumento, per arrivare ad una supposta cifra astronomica di 11 miliardi di euro. La federazione brasiliana ha speso circa 13 miliardi di euro per le spese dell’Educazione quest’anno. Si aggiunga a queste cifre vergognose la concentrazione di denaro pubblico impiegato nella costruzione degli stadi, stadi i quali dopo l’evento dovranno essere riattrezzati o cadranno in disuso per impossibilità di riutilizzo, come nel caso di Manaus. E non dovrebbero mettere a ferro e fuoco il Brasile?

Le opere di mobilità urbana sono poco ecocompatibili: come d’altronde la novella capitale Brasilia è espressione di assurdità urbanistiche (non sono stati concepiti parcheggi per le auto), così quattro milairdi di euro di ristrutturazione delle infrastrutture urbane nelle grandi città concernono perlopiù le ristrutturazioni degli accessi alle strade per le automobili (allargamenti, ponti e cavalcavia) e il tragitto aeroporti-hotel-stadi che non è necessariamente la priorità per la mobilità urbana nel quotidiano delle città. A San Paolo e Rio le promesse dei primi cittadini si sprecano, ma le metropolitane s
ono poco sicure (eufemisticamente) e i progetti di recupero o messa in sicurezza sono stati abbandonati.  E non dovrebbero mettere a ferro e fuoco il Brasile?

Infine, le opere di mobilità urbana sono le principali responsabili delle rimozioni di comunità, minacce ambientali e perdita di strutture pubbliche. I numerosi lavori implicano delle espropriazioni e molti brasiliani sono stati cacciati di casa. A loro è concesso un sussidio e vengono trasferiti in zone sconosciute (città come San Paolo sono sterminate e si può concepire un trasferimento come una forzata fuga all’estero). Sono spesso fatti sfollare senza se e senza ma, anche con l’utilizzo della violenza (testimoniato in diversi casi). 
Tra indigeni espulsi a Rio de Janeiro e Maracanã privato delle sue originali caratteristiche architettoniche in una ristrutturazione a dir poco discussa e costata quasi mezzo miliardo di euro, anche Rio non si può dire esente dalle contestazioni ferventi, accese e soprattutto giustificateE non dovrebbero mettere a ferro e fuoco il Brasile?

Qui però stiamo parlando del ricco ed opulento sud del Brasile. E’ moralmente accettabile che per un evento sportivo (se ancora c’è qualche deficiente che crede si tratti di sport) si spendano undici miliardi di euro, quando nello stesso paese dove lusso e ingordigia la fanno da padroni, al nord centinaia di migliaia di bambini sono ridotti alla fame? E non dovrebbero mettere a ferro e fuoco il Brasile?

Le leggi brasiliane sono state calpestate per soddisfare, in diverse occasioni, le esigenze della FIFA. La FIFA dovrebbe essere una federazione sportiva, invece appare come una grossa SPA e una lobby potente:  da quando il Brasile ha stipulato l’accordo con la FIFA, il governo seguita ad emanare atti aventi forma di legge che creano provvedimenti provvisori per garantire gli interessi di FIFA e dei suoi partner concedendo agli stati della federazione ed ai comuni di indebitarsi più del consentito dalla legge di responsabilità fiscale per investire in opere per i Mondiali, abbreviando le licenze ambientali e dispensando permessi. In barba all’ambiente, per interessi lobbistici. E non dovrebbero mettere a ferro e fuoco il Brasile? 
Per non parlare di diritti umani violati, stampa soffocata, aumento di criminalità e corruzione per un giro di danaro da fare invidia, come mole di mazzette, al nostrano scandalo del MOSE. Informati e poi chiediti anche tu se non dovrebbero mettere a ferro e fuoco il Brasile.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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