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Lezioni alternative di economia: una materia corrotta

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Esiste un grado di corruzione politica in molti campi del sapere, probabilmente in  tutti, perché qualsiasi studio effettuato su qualsiasi materia è frutto del contesto in cui esso è avvenuto, un contesto storico, geografico, ma soprattutto politico.

Dunque le nozioni che noi recepiamo meccanicamente e universalmente ritenute come “valide” possono essere in realtà il risultato di un accomodamento avvenuto tra scienziato e potente, così che il potere del potente potesse essere legittimato nel tempo e lo scienziato potesse così guadagnare il pane quotidiano.

Questo non vuol essere un invito ad un becero totalitarismo relativista in cui ogni cosa deve essere messa in dubbio, ma è bensì una constatazione dell’esistenza di una verità, situata però ben al di sotto dello strato di realtà da noi recepito. La nostra attenzione si sposta così verso la materia economica, forse la materia che, per sua stessa natura, è stata la più corrotta della storia moderna; presentata il più delle volte come un insieme di fattori e teoremi inconfutabili ma che è in realtà  un insieme di variabili spesso imprevedibili.

Se da una parte il mercantilismo ha dominato le corti delle grandi potenze europee, aiutando così la volontà del sovrano di allargare la propria ricchezza solo ed esclusivamente a discapito dei fastidiosi confinanti, dall’altra l’inizio dell’economia classica, che la storia vuole far coincidere con il pensiero di Adam Smith, non ha rappresentato quella liberazione dai fardelli autocratici che alcuni libri vogliono far credere, è stato invece l’inizio di una nuova ideologia interpretata per favorire un certo potere.

La teoria della mano invisibile, principio cardine di qualsiasi tipo di liberismo, rappresenta in realtà la legittimazione della corona britannica a invadere le proprie colonie con le proprie merci: in  assenza di qualsiasi tipo di controllo o barriera da parte dello Stato sarà il Paese economicamente più avanzato ad avere dei naturali vantaggi rispetto a quello meno avanzato, la cui industria non è protetta da nessun tipo di legge. Così la Gran Bretagna, che aveva già avviato i processi innovativi della Prima Rivoluzione Industriale ha potuto “riempire il mondo” di propri prodotti anche grazie alla legittimazione conquistata dalle teorie di Smith a livello internazionale; non a caso tutti i maggiori economisti dell’epoca uscivano dalle scuole di Oxford e Cambridge, proprio per tutelare gli interessi della corona inglese.

L’opera di Adam Smith, Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, è stata volutamente mal interpretata, in particolare la teoria della mano invisibile, così pochi hanno dato attenzione al monito lanciato dall’economista scozzese rispetto al pericolo delle multinazionali, ovvero la formazione di giganteschi oligopoli in grado di manipolare a proprio piacimento i prezzi sul mercato e così alterare il meccanismo non infallibile della mano invisibile.

Vedremo come questa mancata lettura abbia influito sugli eventi storici fino ai nostri giorni.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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