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Il Toro e il Chievo riaprono il campionato

COMMENTO AL CAMPIONATO

Il Napoli privo di Ghoulam e spremuto dalla Champion’s si frena a Verona contro un ottimo Chievo mentre l’Inter pareggia a fatica contro un Toro corsaro. Ne approfitta la Juve che vince di misura in casa contro il Benevento. La Roma dilaga a Firenze contro una Fiorentina troppo debole in difesa mentre la Lazio è fermata dal diluvio. Una Samp sempre più d’alta quota vince il derby e fa licenziare a Juric. Salvo Montella grazie all’ennesima impresa di Suso. In chiave salvezza pari tra Atalanta e Spal, vittoria del Crotone a Bologna e del Cagliari contro il Verona.

Frenano il Napoli e l’Inter e il campionato improvvisamente si riapre.

Il Napoli, privo di Ghoulam e con gli uomini stanchi per l’impresa mancata contro il City, si fa imporre il pari a reti bianche dal Chievo che si mette in trincea come l’esercito italiano sul Piave e resiste alle folate poco illuminate della banda di Sarri.  Finisce con un possesso di palla imbarazzante a favore dei partenopei, il 73%, ma di reti neanche a parlarne con grande gioia di chi insegue.

Stessa sorte per l’Inter,

fermata non dalle coppe che non ha, ma dal Toro che non ti aspetti: i granata vanno addirittura in vantaggio e potrebbero pure raddoppiare se non si mettesse in funzione la solita fortunella sfacciata a favore dei nerazzurri che poi alla fine, se non altro per la legge dei grandi numeri, riescono, dai e dai, a pareggiare di rapina con Eder e…tutti negli spogliatoi a berci un bel Whiskaccio come diceva il buon Carosio.

Madama Juve,

alle prese con l’ormai consueta e ricorrente crisi passeggera di identità, va prima sotto con il Benevento e poi con una fatica iperbolica riesce a risalire la corrente come i salmoni grazie a Higuain e a Cuadrado. Spiace per la squadra campana perché questa volta non meritava di perdere ma le premesse per provare a salvarsi ora ci sono.

La Roma

manda a carte quarantotto le speranze della Fiorentina e fa arrabbiare il buon Pioli che nel secondo tempo vede la propria squadra sfaldarsi come un castello di carte. La Roma sfrutta a dovere le fasce e…sfascia le illusioni dei padroni di casa che fino al primo tempo erano riusciti a ribattere colpo su colpo.  All’appello domenicale manca soltanto la Lazio fermata dal diluvio che si abbatte su Roma circa un’ora prima dell’incontro.

Stupiscono due cose a riguardo:

in primo luogo perché, vista anche la totale incapacità di drenaggio del terreno, non siano stati messi i teloni in tempo, e poi perché non si sia deciso di giocare lo stesso la partita posticipandola magari alle 18 o alle 21 dando così il tempo al campo di riassorbire l’acqua. Ai posteri l’ardua sentenza, anche se forse uno zampino ce lo mettono i soliti triti e ritriti diritti televisivi, anche perché così, con due incontri da recuperare da parte delle romane, dell’Udinese e della Sampdoria, la regolarità del campionato è a rischio.

Sampdoria che, grazie alle reti di Ramirez e del Quaglia continua a respirare aria d’Europa”smazzuolando” per bene i cugini genoani che ci metteranno pure tutto l’orgoglio e la buona volontà ma senza grandi idee non si va da nessuna parte. Juric paga  per colpe anche non sue: al suo posto arriva Ballardini che ormai è abituato a vestire i panni del salva patria…la sua specialità degli ultimi dieci anni. Suso salva ancora Montella dal suo preannunciato funerale e ora vedremo se a Napoli il Milan si ricorderà una buona volta di essere tale o se la paura la farà da padrona come in altre occasioni.

Sul fronte retrocessione,

vittoria esterna del Crotone a Bologna a cui risponde la Spal andando a cogliere un bel pari a casa della dea bergamasca. Il Cagliari inguaia ancora di più il Verona e, quasi come con il Benevento, a pochi minuti dallo scadere coglie la vittoria con il tiro di Faragò. Ora per i gialloblu l’aria incomincia a farsi più pura, quota dodici punti permette di godere già una bella vista sulla pianura di color che son sospesi.

Di Roberto Crudelini

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