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L’Aquila vola…Orsato no

 

 

 

 

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COMMENTO AL CAMPIONATO

La Lazio priva di Immobile fa suo il derby grazie ad un immenso Keita e…nonostante un arbitraggio disastroso. La Roma dice addio alle ultime residue speranze di scudetto e anzi ora Spalletti si deve guardare alle…spalle perché il Napoli vittorioso contro l’Inter ora è ad un solo punto. La Juve si accontenta di un punto contro l’Atalanta radicata al quinto posto. Disastroso anche il Milan che torna da Crotone con un solo punto ma poteva andare anche peggio. La Fiorentina perde a Palermo e come l’Inter dice addio ad ogni miraggio europeo. Toro e Samp si dividono la posta e…due posti nella classifica di mezzo.Il Bologna si risveglia dal torpore e ne rifila quattro all’Udinese. Il Chievo va a vincere a Genoa mentre il Cagliari riesce a fatica ad avere ragione delle ultime disperate difese del Pescara da oggi matematicamente retrocesso in B. L’Empoli perde in casa contro il Sassuolo e ora trema. 

Gli arbitri tornano a far parlare di sé: e meno male che Nicchi aveva detto che quest’anno la Var sarebbe servita solo un paio di volte per ogni giornata di calendario. Ieri il buon Orsato di Schio avrebbe dovuto avere a disposizione un’intera equipe di Var e…di varristi perché è riuscito nell’impresa di non vedere due rigori sacrosanti a favore dei laziali e di dare un rigore alla Roma confezionato da una finta teatrale di Strootman…prossima una sua convocazione al Teatro Sistina per la stagione che verrà. La Lazio, nonostante tutto, è riuscita nell’impresa di battere sia i cugini che l’arbitro di Schio con tutti i suoi assistenti.

Tre errori nella stessa partita e…tutti nella stessa direzione vorranno dire qualcosa…se non altro l’inadeguatezza di chi continua a calcare i campi di serie A con evidenti problemi di vista. Per lui e per la sua squadra di…”civette” consigliamo una bella visita oculistica…con gli attuali strumenti ottici  a disposizione si possono fare miracoli. Per fortuna l’aquila laziale ha la vista superiore anche a quella di…cinque civette messe insieme tanto da vedere e cogliere i lati deboli di un gigante dai piedi di argilla quale è la Roma spallettiana di questi tempi. Se la Lazio non fosse stata clamorosamente rapinata anche in quel di Genova a quest’ora con 69 punti avrebbe potuto ancora dire la sua in chiave Champion’s, miracoli della tecnica moviolesca che non c’è.

La Juve,  evidentemente con la testa alla semifinale di mercoledì, ha giochicchiato con l’Atalanta regalandosi e regalandole un punto che va sempre bene, mercoledì ovviamente sarà…anzi…dovrà essere tutta un’altra musica: il Monaco non è l’Atalanta c’è da giurarlo. Il Napoli, che la critica pallonara continua ad esaltare come se fosse il Real Madrid, ha avuto solo il pregio di staccare con un dito il frutto ormai appassito dell’Inter di Pioli, che di imprese simili ne aveva già fatte con la Lazio per la serie dall’altare alla polvere nel giro di pochi mesi. Il Napoli è solo una discreta squadra con grandi doti opportunistiche, graziata e favorita da un calendario che dire facile e benevolo è dire poco: quando metti a favore di una squadra una lunga serie di incontri con i vari materassi della serie A è un po’ come se gli stendessi un tappeto rosso di benvenuto sotto i piedi. L’Inter, beninteso, non è un materasso semplicemente perché in questo momento…non serve neanche come brandina.

Il Milan “dall’alto” dei suoi tre punti in più riesce a “limitare i danni” in quello che attualmente è lo stadio più caldo e commovente d’Italia, con il Crotone che da l’anima, il cuore, le lacrime, il sudore e anche tutto quello che non ha per cercare di salvarsi e forse a questo punto il dio del calcio potrebbe anche favorirlo perché se lo merita alla grande. Un esempio, quello della squadra calabrese, da prendere come modello per tutti quei fighetti milionari e viziatelli che indispongono i tifosi giochicchiando per onor di firma, la firma ovviamente apposta a suo tempo sui loro contratti stellari.

La Fiorentina, dopo “l’impresa” contro l’Inter incerottata di Pioli si lascia incantare dal Palermo che coglie la sua prima vittoria dai tempi che furono: per i Viola il campionato è ormai da archiviare…e non è stato un bel campionato…anzi pessimo. Un cammino di poco migliore rispetto a quello del Toro e della Samp che incorniciano la loro posizione da metà classifica, una classifica che è espressione esatta di due organici, Muriel e Belotti a parte, non proprio da prime posizioni. Sabato per i granata l’ultima occasione per provare a prendersi almeno una piccola soddisfazione: fosse anche un solo punto contro gli eterni rivali di sempre, sarebbe già una gran bella cosa.

Il Bologna, da troppo tempo in letargo, si sveglia all’improvviso e fa letteralmente a fettine l’Udinese mentre il Chievo va a fare il corsaro in quel di Genova contro i resti del Grifone sempre più pericolosamente vicino al burrone della B. Il Sassuolo da un bel dispiacere all’Empoli che rischia come e più del Genoa di ritrovarsi nelle ultimissime giornate risucchiato  nel tritacarne della retrocessione. Il Cagliari, quasi fanalino di coda di una metà classifica mai così lunga come quest’anno, stende impietosamente un Pescara ormai retrocesso aritmeticamente a cui non resta altro da fare che attaccarsi ai cori beceri contro Muntari, fossimo nei panni della simpatica squadra abruzzese e dello stesso Muntari in questo momento ci preoccuperemmo di ben altri e…più pressanti problemi che non di quello dei soliti italici idioti.

 

 

Di Roberto Crudelini

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