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Juve e Napoli: prove di fuga

COMMENTO AL CAMPIONATO

Juve e Napoli vittoriose contro Roma e Samp tentano una prima fuga in campionato. Male le milanesi entrambe sconfitte mentre tra le romane si salva solo la Lazio che stende il Crotone con un poker e rimane attaccata al treno Champion’s.

Passa la Fiorentina a Cagliari scavalcando il Milan. L’unico a sorridere in zona salvezza è il Genoa che batte di misura il Benevento.

Napoli e Juve si portano rispettivamente a 45 e 44 punti staccando così le altre più o meno presunte pretendenti al titolo.

La prima  a fare le spese della nuova coppia reale è la Samp che ce la mette tutta al San Paolo tanto da andare per due volte in vantaggio grazie anche ad un rigore solare a suo favore. Negli ultimi quindici minuti, dopo l’espulsione sacrosanta di Mario Rui, succede invece quello che non ti aspetti con i blucerchiati che incominciano a fare melina a centro campo manco avessero paura di infierire contro gli avversari, ancora temibili nelle loro ripartenze ma pur sempre vulnerabili. Finisce così con il successo regalato al Napoli da parte di chi forse ha avuto paura di mordere, come avrebbe dovuto, i nuovi mostri sacri.

A Torino

tutta un’altra partita con una Roma spavalda e in grado di schiacciare sovente la Juve nella sua area di rigore. Ma si sa nel calcio non sempre la pressione porta al risultato sperato. Alla fine, o meglio… all’inizio del match, dopo il colpo di testa ravvicinato di Chiellini respinto da Alisson, arriva la deviazione vincente di Benatia in versione  Papà Noel e…finita la partita.

Infatti se la difesa romanista era da considerare fino ad oggi la migliore del campionato, quella bianconera si è rivelata ancora più  impermeabile e chiusa a cerniera. Emblematica la corsa in contropiede di Shick che, subentrato al posto del faraone, a tu per tu con l’ex portiere romanista, si è lasciato incredibilmente ipnotizzare prima di scaraventare tra le mani dell’avversario un pallone che chiedeva solo di essere messo in rete.

La Juve, con Allegri, che durante la partita si è trasformato in un lupo mannaro a Torino, si porta a casa i tre punti. Sul fronte meneghino disastro totale con l’Inter che incassa ad opera di un coraggioso Sassuolo la seconda sconfitta consecutiva mentre il Milan ne prende due dall’Atalanta in casa scivolando così al decimo posto. Nel primo caso si parla di una crisetta nel secondo di una crisi irrisolvibile che sa di fallimento totale. Il calcio non sembra voler più abitare all’ombra del Duomo.

Se Milano piange Roma

almeno sorride grazie alla metà biancoceleste capace di gonfiare la rete per quattro volte consentendo a Immobile di rintuzzare in qualche modo Icardi e a Anderson di festeggiare il ritorno al goal in campionato.

Da dimenticare comunque il primo tempo dove la compagine inzaghiana sembrava la coppia esatta della Sampdoria in superiorità numerica contro il Napoli, se pensiamo che al posto della squadra di Sarri c’era quella di Walterone nostro forse una domanda incominciamo a farcela. Non è che a questa Lazio, dotata di una grande tecnica generale, manca come il pane la personalità in alcuni suoi interpreti? Ai posteri successivi al Santo Natale l’ardua sentenza.

Intanto in classifica l’Atalanta e l’Udinese danno la scalata alle prime posizioni e a quell’ipotesi di Europa League che fino a qualche tempo fa sembrava una pura eresia. Così come la Fiorentina che continua il suo viaggio alla non fantastica velocità di crociera di un punto e mezzo come il famoso aperitivo torinese che abbina un punto di amaro e mezzo di dolce…anche se nel caso della Viola prevale finora l’amaro del…punto e a capo visto quanto fatto e disfatto questa estate. Anche il Bologna aggancia il Milan e incomincia a dire la sua per quanto riguarda possibili suggestioni continentali.

In coda ride il Genoa che affonda il Benevento che ormai, con la media di quasi un ventesimo di punto a partita, sta diventando un caso storico mentre il Cagliari perde per la seconda volta di seguito per…colpa di Babacar. Pari e…matta tra Spal e Torino dove ne succedono di cotte e di crude con i granata capaci di andare in doppio vantaggio per poi scialacquare tutto quello che avevano sapientemente conquistato grazie ad una difesa a dir poco allegra.

Di Roberto Crudelini

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