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Juve indiavolata

COMMENTO AL CAMPIONATO

La Juve va a vincere a San Siro contro il Milan e rafforza il suo primato in classifica. In scia a sei punti rimane solo il Napoli che vince in trasferta contro il Genoa. Inter, presa a pallate da una superba Atalanta, rimane al terzo posto ma perde sicurezza. Al quarto in solitario una Lazio rinunciataria e cauta al Mapei Stadium che prende un punto e stacca il Milan fermo al quinto posto. Si riprende la Roma che ne fa quattro ad una Samp in crisi mentre la Fiorentina si fa raggiungere dal Frosinone al Benito Stirpe. Un Toro discontinuo perde questa volta all’Olimpico contro il Parma mentre il Cagliari si prende l’ennesimo pareggio contro una Spal sempre più a rilento. Non basta la buona volontà al Chievo che si prende il primo e ultimo punto della gestione Ventura: il tecnico senza preavviso ha dato le dimissioni. Sempre più giù l’Udinese sconfitta ad Empoli.

La Juve non fa sconti e, in quello che è stato negli ultimi venti anni il match di cartello più combattuto della serie A, stende il Milan grazie all’incornata di Marione e all’ennesimo goal di Ronaldo

che riesce a farsi trovare sempre nel posto giusto come solo i campioni sanno fare. Nel posto sbagliato sembra trovarsi invece il Pipita che, dopo aver sbagliato l’ennesimo rigore…ma forse più che di sbaglio suo si è trattato di una paratona del polacco avverso, ha perso il controllo dei nervi e si è fatto espellere dall’arbitro per proteste. C’è da dire che il cartellino giallo non ci stava e forse neanche il fallo a suo sfavore ma perdere il controllo in quel modo è inaccettabile soprattutto per un campione del calibro suo. Comunque, ora come ora, il Milan è soltanto una delle tante squadre appartenenti al pianeta terra che per onor di firma devono  ogni tanto misurarsi contro chi è appunto di tutt’altro pianeta.

Il Napoli,

dopo essere andato in svantaggio sotto il diluvio universale. come spesso gli succede in questi tempi, si risveglia dal suo torpore e si prende i tre punti, la gloria effimera del secondo posto, che rispetto al terzo e al quarto non vale nulla di più, e la gioia, anche questa transeunte, di aver finora segnato, insieme alla Juve, il maggior numero di reti in campionato.

L’Inter

invece perde il primato in difesa, guarda caso sempre a favore della Juve, grazie al poker servitole sul tavolo verde dell’Atleti d’Italia. L’Inter infatti, così come successe contro il Sassuolo, perde contro le squadre di medio alta caratura, per la serie,,,non è sempre festa perché non sono tutte come la Lazio, e rimane comunque al terzo posto abbastanza comodamente assisa perché proprio Milan e Lazio non sembrano avere gli attributi necessari per ripigliarla.

La Lazio,

quasi deprivata di fascia destra, di settore destro della difesa, di Milinkovic e Luis Alberto a mezzo-un quarto di servizio e di un portiere che sia in grado di uscire così come fan tutti riesce a fatica a prendersi il punticino e via così giusto per rimanere da sola al quarto posto. Quarto posto ma con ben nove punti in meno rispetto alla passata stagione, un dato questo che dovrebbe far preoccupare i soliti ingenui tifosi che di fronte all’illusione del provvisorio posto in Champion’s, non riescono a vedere lo sfascio annunciato di una squadra largamente incompleta e povera di personalità o meglio…di attributi.

Dietro il Milan

che, dopo essere riuscito senza merito ad acciuffare sei punti in zona Cesarini e post Cesarini o giù di lì, trova pane per i suoi denti nella legge del più forte ovvero quella della Juve. Dietro si muove…anzi corre la Roma che approfitta di una Samp divenuta nelle ultime giornate sempre più piccola e va in poker riuscendo pure a far segnare Schick il che non è affatto poco. L’Atalanta dopo aver vegetato nelle prime giornate ha ripreso a correre come ai bei tempi e… attenzione perché potrebbe fare uno scherzetto mica da ridere e inserirsi addirittura nella lotta per il terzo e quarto posto andando a rompere le uova nel paniere a non pochi squadroni o presunti tali.

Meno ambizioni sembra averle l’acerba Fiorentina

che si fa riprendere allo Stirpe da un bolide d’altri tempi a firma di un tal Pinamonti di cui presto potremmo sentir favellar di notizie. Il Toro invece non è acerbo ma piuttosto discontinuo e, dopo averle suonate alla Samp a Marassi si ritrova suonato all’Olimpico da un Parma che sembra tornato ai buoni fasti di un tempo. Il Cagliari, passetto per volta, coglie l’ennesimo punticino in grado di farlo arrivare alle soglie della metà classifica…e non è cosa da poco.

Il Bologna non eccelso di Inzaghi  senjor riesce comunque ad uscire indenne dal Bentegodi con un punto mentre per…un sol punto Martin Chievo perse la cappa di Ventura con tanto di saluti e baci finali al veleno dopo un…lunghissimo mese di astinenza. Con la Nazionale alle porte i tifosi dovranno ora sorbirsi l’ennesimo… quindicennio di noia tra una partita di Nation League e l’altra.

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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