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La Juve vola a più quattro dalla seconda e a più otto dalla terza

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COMMENTO AL CAMPIONATO

La ripresa delle ostilità sportive ha visto la Juve approfittare dei passi falsi di Lazio e Inter: ora i bianconeri sono a +4 dai capitolini sconfitti a Bergamo e a +8 dai nerazzurri fermati in casa dall’ottimo Sassuolo.

La Roma fatica ma alla fine riesce ad avere ragione dei blucerchiati all’Olimpico. Il Napoli riparte bene prendendosi i tre punti a Verona mentre il Parma ne rifila 4 al Genoa inguaiando i grifoni. Il Milan vince a Lecce. Bene il Cagliari vittorioso di misura a Ferrara. La Fiorentina non va oltre il pari in casa contro il modesto Brescia. Iniziano con il botto i granata vittoriosi di misura in casa con l’Udinese. 

Dopo la paura si ricomincia a vivere e a riprovare le emozioni che avevamo lasciato all’inizio di marzo. Come eredità del dramma lacerante che abbiamo vissuto ci rimane il ricordo di chi purtroppo non ce l’ha fatta ma anche la  consapevolezza di poter riprendere la vita in maniera forse meno irresponsabile e con una forza che prima non avevamo. Ed eccoci a riassaporare anche, se in una forma asettica e priva di pathos per la mancanza di pubblico e per le gambe forse un po’ molli di alcuni giocatori, le emozioni che ci mancavano da 4 lunghissimi mesi.

I campioni d’Italia

pur con le difficoltà palesi venute impietosamente a galla nella Tim Cup, sono riusciti a fatica e con non pochi aiuti arbitrali ad avere ragione di un Bologna di gran bella volontà ma tecnicamente supportato solo dal sempre giovane Rodrigo dal…divin codino. I bianconeri, si sa, sono bravissimi ad approfittare degli errori altrui e a colpire quando meno te lo aspetti l’avversario con un opportunismo condito di fortuna, aiuti vari, vedi il rigore inesistente dato ai bianconeri e quello di ugual natura negato invece ai rossoblu e giocatori in rosa in grado di risolverti la partita in ogni momento, vedi il gran goal di Dybala.

I “secondi” di Inzaghi invece si sono fatti irretire dopo essere andati addirittura in doppio vantaggio, peccato che qualcosa di molto evidente non ha funzionato nella preparazione fisica dei calciatori visto il tracollo impietoso che è seguito nella seconda parte della partita quando l’Atalanta ha chiuso i varchi e sotterrato gli avversari sotto un bombardamento a tappeto di tiri e occasioni a cui i romani hanno risposto con quello che avevano cioè pochino se confrontiamo i vari Jony, André Anderson e lo stesso Patric con l’arsenale a disposizione di Gasperini. Una grossa mano alla sconfitta la da il portiere Strakosha che nell’occasione del terzo goal va letteralmente per farfalle. Che il portierone biancoceleste fosse allergico alle uscite già lo sapevamo ma perdere così fa male soprattutto quando sei secondo in classifica e in grado di competere per lo scudetto.

Paga dazio anche l’Inter

che ad un certo punto si era illusa di poter portare in porto la barca nel mare agitato e silenzioso di San Siro in cui si respira già aria di sbaraccamento in vista del nuovo stadio. I nerazzurri hanno palesato grossi limiti difensivi dei quali i volonterosi giocatori del Sassuolo hanno saputo approfittare andando a recuperare la partita in extremis dopo che un rigore abbastanza generoso aveva ridato speranze alla squadra di Conte. Adesso i punti dalla prima sono otto…magari ancora teoricamente recuperabili  se la capolista non si chiamasse Juve.

A dodici punti l’Atalanta delle meraviglie di quest’anno, una squadra che sembra a volte quasi piegarsi sotto le folate offensive avversarie ma che riesce sempre a sovvertire gli esiti delle partite con la forza di un rullo compressore. Tante speranze per la Champion’s…compresa quella che andrà in onda ad agosto, ma anche la forza dei nervi distesi come diceva una vecchia pubblicità del tè.

Dietro scalpitano sia la Roma che il Napoli che riescono ad avere ragione rispettivamente di Samp e Verona con un discreto gioco e soprattutto una ritrovata freschezza atletica, se paragonata con quella di altre squadre decisamente più sotto tono. Per entrambe lo stesso discorso del “se son rose fioriranno” a luglio, infortuni, buona sorte e disponibilità benigna del dio del pallone permettendo.

Buona ripresa da parte del Parma e del Milan

che insieme confezionano ben otto goal ai danni di Genoa e Lecce che insieme si condividono la poco ambita terz’ultima posizione. Per questo motivo dobbiamo ancora capire se i parmigiani e i rossoneri siano stati solo bravi ad approfittare dei grossi limiti delle vittime sacrificali di turno o se abbiano dato sfoggio di forza e carattere, diciamo così, autoctoni la qualcosa farebbe ben sperare i loro tifosi ringalluzziti da una ripresa che meglio di così proprio non poteva essere. Il Cagliari, ora in decima posizione, sembra forse essere ritornato se non proprio ai fasti di inizio campionato, almeno ad un livello dignitoso e in grado di assicurare un prosieguo di campionato all’insegna della tranquillità.

Discorso a parte meritano sia il Toro che la Fiorentina, due squadre ben al di sotto di quelle che potevano almeno teoricamente essere le aspettative di inizio anno. I viola, che sabato dovranno andare a trovare una Lazio con il coltello tra i denti, senza Chiesa sembrano ben poca cosa, mentre i granata che hanno di nuovo colpito con il gallo del…pulito in area Belotti, hanno un limite assai poco superabile, almeno quest’anno, nella mancanza cronica di continuità. Per la Spal e il Brescia il discorso resta appeso alla possibilità teorica e puramente matematica che i miracoli sono, finché lo dicono i numeri, ancora possibili. Coraggio…la speranza è sempre l’ultima a morire.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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